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Art. 29. L. n 341/95 e s.m.i. - Sgravio contributivo per l’edilizia anno 2016

Con l'allegato messaggio n. 3358/16, l'Inps ha confermato che a decorrere dal 1° settembre 2016 i datori di lavoro edili classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi 11301, 11302, 11303, 11304 e 11305, caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909 potranno inoltrare l'istanza per accedere al beneficio di cui all'art. 29 della L. n. 341/95 e smi, nella misura fissata per il 2015, pari al 11,50%.
Come ormai noto, l'art. 1 co. 51 della L. n. 247/07 ha, infatti, previsto che "decorsi trenta giorni dalla data del 31 luglio e sino all'adozione di un apposito decreto interministeriale, si applica la riduzione determinata per l'anno precedente, salvo conguaglio da parte degli istituti previdenziali in relazione all'effettiva riduzione accordata ovvero nel caso di mancata adozione del decreto stesso entro e non oltre il 15 dicembre dell'anno di riferimento".
Lo sgravio è applicabile per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2016; per poterne fruire sarà necessario inoltrare dal 1° settembre 2016 apposita istanza telematica, utilizzando il modulo "Rid-Edil", presente nella sezione "comunicazioni on line", funzionalità "invio nuova comunicazione" disponibile nel cassetto previdenziale aziende del portale informatico dell'Istituto.
I sistemi informativi centrali, entro il giorno successivo all'inoltro delle istanze, previa verifica formale, attribuiranno un esito positivo o negativo alle richieste. In caso di esito positivo, ai datori di lavoro ammessi verrà rilasciato il codice di autorizzazione "7N", che avrà validità per il periodo da agosto a dicembre 2016.
Nelle ipotesi di matricole sospese o cessate, l'azienda potrà recuperare lo sgravio relativo ai mesi precedenti la sospensione o cessazione attraverso la funzionalità "contatti" del cassetto previdenziale aziende, allegando una dichiarazione conforme al fac-simile allegato al messaggio in oggetto. La sede Inps competente, in caso di esito positivo dell'istanza, attribuirà il suddetto codice "7N" relativamente all'ultimo mese in cui la matricola era attiva.
Sotto il profilo operativo, i datori di lavoro autorizzati potranno esporre lo sgravio relativo al beneficio corrente nel flusso UniEmens con il codice causale "L206" nell'elemento "AltreACredito" di "DatiRetributivi"; il recupero degli arretrati, invece, dovrà essere esposto con il codice causale "L207", nell'elemento "AltrePartiteACredito" di "DenunciaAziendale".

Per gli operai non più in forza, i datori di lavoro potranno fruire del beneficio valorizzando nella sezione individuale del primo flusso UniEmens l'elemento con il codice "NFOR", che contraddistingue, appunto, gli operai non più in carico presso l'azienda.
La nota in oggetto conclude ricordando che nel caso di mancata adozione del decreto interministeriale o di modifica della misura agevolativa, l'Inps provvederà al recupero degli importi non spettanti o a fornire le istruzioni operative per il conguaglio delle differenze a credito.

2 allegati
Messaggio numero 3358 del 10-08-2016
Messaggio n3358 del 10-08-2016_Allegato n 1

Pubblicate online le Regole applicative per gli incentivi del nuovo Conto termico

Sono disponibili sul sito del GSE le Regole applicative per il nuovo Conto termico (Conto termico 2.0), ovvero il sistema di incentivazione per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili disciplinato dal D.M. 16 febbraio 2016 e in vigore dal 31 maggio u.s..

Le Regole, disponibili alla presente pagina web, sono organizzate in pagine web contenenti i link e i rimandi a tutti i documenti e i contenuti di interesse per fare richiesta di accesso agli incentivi e ottenere il beneficio.

A titolo di esempio, è possibile selezionare in prima istanza la categoria di soggetto ammissibile cui si appartiene (Pubblica Amministrazione; soggetti privati; ESCo e società cooperative), quindi si perviene a una guida contenente le diverse tipologie di intervento per cui è possibile fare richiesta di incentivo, ciascuna delle quali rimanda a tutto ciò che occorre sapere per portare a termine la pratica con successo.

Tra i contenuti di interesse, sono presenti i requisiti tecnici da rispettare, le spese ammissibili ai fini del calcolo dell'incentivo, le modalità di calcolo dell'incentivo, nonché la documentazione necessaria (sia quella da allegare alla richiesta sia quella da conservare a cura del Soggetto responsabile).

Inoltre, si richiama qui il link alla modulistica (in formato word compilabile) relativa alla documentazione da allegare.

Il Conto termico 2.0 prevede incentivi a fondo perduto secondo la seguente suddivisione:

  • per gli interventi di incremento dell'efficienza energetica sugli edifici esistenti sono ammesse solo le Pubbliche Amministrazioni. In questo caso, le agevolazioni sono costituite da un contributo economico definito come una percentuale del costo dell'intervento;
  • per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili sono ammessi sia i soggetti pubblici che quelli privati. In tal caso, l'incentivo è proporzionale alla produzione stimata di energia.

Le risorse complessivamente messe a disposizione per il meccanismo incentivante sono pari a una spesa cumulata annua di 900 milioni di euro, di cui 700 riservati ai soggetti privati e 200 ai soggetti pubblici.

Nulla osta ente parco: ok del Consiglio di Stato al silenzio assenso

Il silenzio assenso sul nulla osta dell'ente parco - previsto dall'art. 13, comma 1 della Legge 394/1991 "Legge quadro sulle aree protette" - non è stato abrogato implicitamente dalla Legge 80/2005 che, modificando l'art. 20 della Legge 241/1990 sul procedimento amministrativo, ha escluso la formazione del silenzio assenso per i procedimenti riguardanti, tra l'altro, il patrimonio culturale e paesaggistico e l'ambiente, nell'ambito del quale rientra anche il procedimento per il rilascio del nulla osta dell'ente parco.
È quanto ha stabilito l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza del 27 luglio 2016, n. 17, risolvendo un contrasto giurisprudenziale che andava avanti da molti anni.
L'art. 13 della Legge 394/1991 disciplina il rilascio del nulla osta da parte dell'Ente parco in caso di interventi su immobili ricompresi nel perimetro dei parchi e delle aree protette statali, prevedendo che il nulla osta verifica la conformità tra l'intervento e le disposizioni del piano e del regolamento del parco ed è reso entro il termine di 60 giorni decorso inutilmente il quale si intende rilasciato (comma 1).
L'art. 13, comma 1 prevede, pertanto, una ipotesi di silenzio assenso dell'amministrazione, ripresa poi dalle normative delle Regioni in tema di aree protette regionali (ad es. art. 28 LR Lazio 29/1997).
Successivamente la Legge 80/2005 (di conversione del Decreto legge 35/2005) ha modificato l'art. 20 della Legge 241/1990 sul procedimento amministrativo, estendendo il silenzio assenso a tutti i procedimenti ad istanza di parte ed escludendolo nei procedimenti relativi ad interessi sensibili quali il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la tutela del rischio idrogeologico, la difesa nazionale, la sicurezza nazionale, la salute, la pubblica sicurezza, ecc..
Di conseguenza una parte della giurisprudenza riteneva implicitamente abrogato l'art. 13 della Legge 394/1991, nella parte in cui prevede il silenzio assenso in caso di mancato rilascio del nulla osta dell'Ente parco. Secondo un altro orientamento invece tale norma continuava ad essere operativa.
La questione è stata ora risolta dal Consiglio di Stato in Adunanza plenaria, che pronunciandosi sul ricorso di un soggetto privato contro un parere negativo tardivo di un Ente parco ha stabilito la perdurante efficacia dell'art. 13 comma 1 della Legge 394/1991 e l'avvenuta formazione del silenzio assenso decorsi inutilmente 60 dalla richiesta di parere 
In particolare il Consiglio di Stato ha evidenziato che:
- la norma che prevede la formazione del silenzio assenso nell'ambito del procedimento di rilascio del nulla osta dell'ente parco non è stata abrogata né espressamente, né tantomeno implicitamente dall'art. 20 Legge 241/1990 come modificato dalla Legge 80/2005, in virtù dell'applicazione del principio per cui la legge generale posteriore non deroga alla legge speciale anteriore. La nuova legge, salvo casi particolari, dispone solo per il futuro e non incide sui procedimenti disciplinati da leggi anteriori;
- l'avvenuta formazione del silenzio assenso comporta che la p.a., qualora intenda intervenire una volta decorso il termine di 60 gg a disposizione dell'ente parco per il rilascio del nulla osta, deve farlo in via di autotutela con provvedimenti di revoca o annullamento.

In allegato:

Sentenza dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 27 luglio 2016, n. 17

Depenalizzazione dei reati: chiarimenti sulla Circolare n. 6/2016 – Min. Lavoro nota n.15764/2016

Si fa seguito alla Comunicazione Ance del 1° agosto 2016 per informare che il Ministero del Lavoro, con l'allegata nota n. 15764 del 9 agosto scorso, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle sanzioni amministrative da irrogare ai sensi del D.Lgs n. 8/2016, per gli illeciti commessi prima dell'entrata in vigore del Decreto stesso (6 febbraio 2016).

Il Dicastero, ad integrazione di quanto già comunicato con la precedente circolare n. 6/2016, ha ricordato che agli illeciti commessi anteriormente alla data suddetta vanno applicate, retroattivamente, le nuove sanzioni amministrative, fermo restando che le stesse non potranno avere un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato.

Con specifico riferimento alle fattispecie per le quali la pena inizialmente prevista era quantificata in misura proporzionale (es. somministrazione illecita) è stato chiarito che le modalità di calcolo restano quelle già previste per l'originaria pena pecuniaria con l'applicazione, sull'importo ottenuto, della riduzione di cui all'art. 16 della L. n. 689/81.

Inoltre, tenuto conto che al comma 6 dell'art. 1 il decreto stabilisce che nelle ipotesi in cui è prevista "una pena pecuniaria proporzionale, anche senza la determinazione dei limiti minimi o massimi, la somma dovuta è pari all'ammontare della multa o dell'ammenda, ma non può, in ogni caso, essere inferiore a euro 5.000 né superiore a euro 50.000", anche per gli illeciti commessi prima dell'entrata in vigore del decreto si applica il limite massimo dei 50.000 euro.

Pertanto, nelle ipotesi di somministrazione illecita per le quali è prevista una sanzione pari a 50€ per ogni giornata di lavoro, verrà determinato l'importo complessivo che, anche se superiore, sarà ricondotto al limite massimo previsto (50.000 €).

Nei casi di appalto illecito che coinvolga più soggetti (es. committente e più appaltatori), il limite massimo suddetto sarà calcolato con riferimento a ciascun appalto.

1 allegato

PRECISAZIONI-Circolare-n.-6-2016

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