HomeLavoro e previdenza

Lavoro e previdenza

Trattamento di fine rapporto - Indice ISTAT relativo al mese di giugno 2020

L'indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai ed impiegati rilevato dall'ISTAT per il mese  di giugno 2020 è risultato pari a 102,4 (base 2015 = 100).

Il  coefficiente  di rivalutazione del trattamento di fine, è pertanto pari a  1,00750000

Tale coefficiente è  il risultato del seguente calcolo:

6/12  x 1,5  (tasso fisso) =  0,75

75% di -0,09756098 [indice giugno 2020 su indice dicembre 2019 x 100 - 100] =  0,000000

TOTALE  =  0,750000

Si ricorda  che in base al 5° comma  dell'articolo 2120 Cod. Civ., agli effetti della rivalutazione le frazioni di  mese uguali  o superiori ai 15 giorni si computano come mese intero. Pertanto il citato coefficiente si applica ai rapporti di lavoro risolti tra il 15 giugno  2020 ed il 14 luglio 2020.

Si allega un prospetto riepilogativo dei coefficienti di rivalutazione e dei relativi procedimenti di calcolo.

1 allegato

alltfgiugno2020

Decreto direttoriale 4 agosto 2020 – Riduzione contributiva dell’11,50% per l’anno 2020

In riferimento al beneficio di cui all’art. 29 della L. n. 341/95, così come modificato dall’art. 1, co. 51 della L. n. 247/07, si segnala che, a seguito delle rilevazioni elaborate dall’Inps  sull’andamento delle contribuzioni nel settore edile, è stato emanato in data 4 agosto (registrato alla Corte dei Conti il 30 agosto 2020), l’allegato Decreto direttoriale  che conferma, per il presente anno, la riduzione contributiva in favore dei datori di lavoro del settore edile nella misura dell'11,50%.

Nel far riserva di comunicare tempestivamente le indicazioni operative che l’Inps fornirà al riguardo, si ricorda che la misura agevolativa in questione, per effetto della legge di Bilancio 2019, non trova più applicazione sul calcolo del premio Inail.  

Ccnl 18 luglio 2018 – Nuovi minimi di paga base e di stipendio a decorrere dal 1° settembre 2020 -

Con riferimento a quanto stabilito con l'accordo 18 luglio 2018, si unisce la tabella relativa ai minimi di paga base oraria per gli operai e di stipendio mensile per gli impiegati, da applicare dal 1° settembre 2020.

Si uniscono, inoltre, i minimi di retribuzione per gli addetti a lavori di semplice attesa o custodia e per gli apprendisti.

3 allegati

tabella minimi settembre 2020
tabelle retributive apprendistato_ Impiegati
tabelle retributive apprendistato_ Operai


Covid-19 – DPCM 7 settembre 2020

E’ stato pubblicato nella G.U. n. 222/2020 il DPCM 7 settembre 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”, le cui disposizioni entrano in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione in G.U., ossia dall'8 settembre 2020.

Il decreto ha previsto la proroga, fino al 7 ottobre prossimo, delle misure di cui al DPCM 7 agosto 2020, salvo quanto previsto dal comma 4, e delle misure e delle disposizioni contenute nelle ordinanze del Ministro della salute 12 agosto 2020 e 16 agosto 2020, salvo quanto previsto dal comma 3.

In particolare, al comma 3 è stato stabilito che l’articolo 1, commi 1 e 2 dell’ordinanza del Ministro della salute 12 agosto 2020[1] non si applica nei casi previsti dall’articolo 6, commi 6 e 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 agosto 2020. Si tratta, tra gli altri, degli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza approvati dalla competente autorità sanitaria, degli ingressi in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, degli ingressi dei cittadini e ai residenti degli Stati e dei territori di cui agli elenchi A,B,C e D dell’allegato 20 che fanno ingresso per comprovati motivi di lavoro, ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro, al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze di lavoro di durata non superiore a 120 ore, etc…

Al comma 4 sono state, invece, previste alcune modifiche all'art. 1, comma 6, lettera r), primo  periodo del Dpcm 7 agosto. E’ stato, infatti, specificato che, ferma restando la ripresa delle attività dei servizi educativi e dell'attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado secondo i rispettivi calendari, le istituzioni scolastiche continuano a predisporre ogni misura utile all'avvio nonché al regolare svolgimento  dell'anno   scolastico 2020/2021, anche  sulla  base  delle  indicazioni  operative per la gestione di casi e focolai  di  SARS-COV-2,  elaborate  dall'Istituto Superiore di Sanità di cui all'allegato 21.

E’ stata, altresì, inserita, tra le ipotesi per le quali non sono vietati gli spostamenti da e per gli stati di cui all’elenco E dell’allegato 20, quelle dell’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio/abitazione/residenza di una persona di cui alle lettere f) e h), anche non convivente, con la quale vi sia una  comprovata  e stabile relazione affettiva.

Sono stati, inoltre, sostituiti alcuni allegati tra i quali, l’allegato 15 (allegato A) recante Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento  della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico e l’allegato 20 (allegato C) relativo agli “Spostamenti da e per l’estero”.

Nell’allegato 15, in particolare, sono state integrate le misure riguardanti i servizi non di linea.

E’ stato specificato che, oltre alle previsioni di carattere generale per tutti i servizi di trasporto pubblico, va evitato che il passeggero occupi il posto disponibile vicino al conducente.

Sui sedili posteriori nelle ordinarie vetture, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri qualora muniti di idonei dispositivi di sicurezza.

L'utilizzo della mascherina non è obbligatorio per il singolo passeggero, che occupi i sedili posteriori, nel caso in cui la vettura sia dotata di adeguata paratia divisoria tra le file di sedili.

Nelle vetture omologate per il trasporto di sei o più passeggeri dovranno essere replicati modelli che non prevedano la presenza di più di due passeggeri per ogni fila di sedili, fermo restando l'uso di mascherine. E' preferibile dotare le vetture di paratie divisorie.

Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione individuali.

I limiti precedentemente previsti non si applicano nel caso di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili.

Nell’eventuale fase di accertamento della violazione alla prescrizione del distanziamento interpersonale potrà essere resa autodichiarazione della sussistenza della predetta qualità.

Tra le disposizioni contenute nel DPCM 7 agosto, che risultano prorogate fino al 7 ottobre prossimo, si riportano, per quanto di interesse, le seguenti:

  1. Misure urgenti per il contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale (art.1);
  2. Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali (art.2 – Allegati nn. 9,12,13);
  3. limitazioni da e per l’estero (art.4);
  4. obbligo di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero (art. 5);
  5. sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero (art. 6, salvo quanto disposto dal suddetto comma 3).

Per quanto non riportato nella presente, si rimanda al DPCM 7 agosto e 7 settembre 2020.


[1] alle persone che intendono fare ingresso nel territorio  nazionale  e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna, è fatto obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco il tampone risultato negativo (effettuato nelle 72 ore precedenti), oppure di sottoporsi al tampone all’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine entro 48 dall’ingresso nel territorio nazionale.

 

Inps prime indicazioni sulla gestione dei trattamenti Cigo, Assegno Ordinario e Cassa in Deroga -

A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L.  n. 104/20, l’Inps, con l’allegato  messaggio n.  3131/20, ha fornito le prime indicazioni amministrative in materia di ammortizzatori sociali connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

In particolare le nuove disposizioni normative, riguardanti  i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga,  consentono ai datori di lavoro di accedere ai nuovi trattamenti indipendentemente dal precedente ricorso e all’effettivo utilizzo degli stessi nel primo semestre del 2020.

Il decreto legge in parola, infatti, ridetermina il numero massimo di settimane richiedibili entro il 31 dicembre 2020, fino a 18 settimane complessive, azzerando il conteggio di quelle richieste ai sensi del D.L. n. 18/20 e del D.L. n. 34/20 e autorizzate per i periodi fino al 12 luglio 2020.

Il nuovo criterio di calcolo prevede che i periodi di integrazione, già richiesti e autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono automaticamente imputati alle prime nove settimane del nuovo periodo di trattamento previsto dal D.L. n. 104/20.

Per quanto previsto dall’articolo 1 del c.d. decreto di agosto, il periodo dei trattamenti di integrazione salariale, ordinari e in deroga e dell’assegno ordinario richiedibili nel secondo semestre 2020 e fino al termine del corrente anno, sono riconosciuti ai datori di lavoro che  sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza da COVID-19 per una durata massima di nove settimane, decorrenti dal 13 luglio 2020.

Tali periodi possono essere incrementati di ulteriori nove settimane, sempre fino al 31 dicembre 2020, nel caso in cui ai datori di lavoro sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane e sia integralmente decorso detto periodo.

Fermo restando il meccanismo dell’invio di due domande distinte, per chiedere l’intervento di sostegno al reddito per  il primo periodo di nove settimane non sono previste specifiche condizioni; il ricorso alle ulteriori nove settimane sarà invece condizionato alla verifica del fatturato delle aziende richiedenti.

Tale verifica, operata dall’Inps e dalla Agenzai delle Entrate, che riguarderà  il confronto del fatturato tra il primo semestre 2020 e quello del corrispondente periodo del 2019, potrà comportare nei confronti dell’azienda richiedente l’obbligo del versamento di un contributo addizionale determinato con le seguenti modalità:

  • aliquota del 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato nel raffronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019;
  • aliquota del 9% per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto a quello del corrispondente semestre del 2019;
  • nessun contributo addizionale per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

Per richiedere l’ulteriore periodo di nove settimane di integrazione salariale sarà necessario, pertanto, corredare la domanda di richiesta del relativo trattamento integrativo con una dichiarazione di responsabilità, resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, in cui sia autocertificata la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato.

In mancanza di tale autocertificazione, il contributo addizionale dovrà essere corrisposto nella misura  massima del 18%, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Per le richieste inerenti le prime nove settimane, o il minor periodo a seguito dello scomputo dei periodi già richiesti o autorizzati  e decorrenti dal 13 luglio 2020, i datori di lavoro devono continuare ad utilizzare la causale “COVID-19 nazionale”. Le Sedi territoriali dell’Inps, nel caso di domande, riferite alla medesima unità produttiva, per un numero di settimane superiore alle nove complessive, considerando anche quelle imputate in relazione alla precedente disciplina, dovranno rideterminare il limite mediante un accoglimento parziale delle richieste.

Per l’invio delle domande relative alle ulteriori nove settimane condizionate dalla verifica del fatturato, l’Inps comunica che saranno fornite con un successivo  messaggio le istruzioni operative, fermo restando che potranno essere richieste dai soli datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di nove settimane.

In relazione ai termini per la presentazione delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale, queste devono essere inoltrate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

In caso di pagamento diretto da parte dell'Istituto, il datore di lavoro è tenuto ad inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione.

In fase di prima  applicazione,  per le domande con inizio di sospensione/riduzione dal 13 luglio 2020, la scadenza ordinaria del 31 agosto 2020 è differita al 30 settembre 2020.

Anche le domande di trattamenti con inizio della sospensione/riduzione dal 1° al 12 luglio 2020 possono essere trasmesse entro il 30 settembre 2020.

Per le scadenze decorrenti dal 1° settembre 2020 non è, invece,  prevista l’applicazione di alcun differimento.

1 allegato

Messaggio Inps n 3131 del 21-08-2020

Altri articoli...

\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n
ance-nazionale
 
logo cassa edile LOGO ESIEA
CREDITS