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Il Decreto Pnrr 2 è legge, cosa prevede per gli appalti pubblici

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno u.s. la legge 29 giugno 2022, n. 79, di conversione, con modifiche, del decreto legge 30 aprile 2022, n. 36, recante “Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

Il provvedimento, entrato in vigore il 30 giugno 2022, reca talune misure di interesse per il settore dei lavori pubblici, di seguito riportate.

  • Articolo 7, commi 2-ter e 2-quater, relativi al costo dei materiali necessari alla realizzazione di opere.

I commi in questione stabiliscono che l'articolo 106, comma 1, lettera c), numero 1), del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, si interpreta nel senso che tra le circostanze indicate al primo periodo (ossia le circostanze impreviste e imprevedibili per l'amministrazione aggiudicatrice o per l'ente aggiudicatore, che possano dar luogo a modifiche o varianti dei contratti di appalto in corso di validità, senza dover procedere ad una nuova procedura di affidamento) siano incluse anche quelle impreviste ed imprevedibili che alterano in maniera significativa il costo dei  materiali necessari alla realizzazione dell'opera.

Si prevede che, in tali casi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la stazione appaltante o l'aggiudicatario possano proporre, senza che sia alterata la natura generale del contratto e ferma restando la piena funzionalità dell'opera, una variante in corso d'opera che assicuri risparmi, rispetto alle previsioni iniziali, da utilizzare esclusivamente in compensazione per far fronte alle variazioni in aumento dei costi dei materiali.  

  • Articolo 18-bis, comma 12, relativo agli oneri per la pubblicazione e la pubblicità legale degli appalti pubblici.

La previsione in questione modifica all’articolo 48 del decreto legge 31 maggio 2021, n. 77, introducendovi il nuovo comma 7-bis, secondo cui gli oneri di pubblicazione e pubblicità legale di cui all'articolo 216, comma 11, del codice dei contratti pubblici, sostenuti dalle centrali di committenza in attuazione di quanto previsto dall’art. 48, possono essere posti a carico delle risorse disponibili a legislazione vigente ovvero delle risorse previste per l'attuazione degli interventi del PNRR (di cui all'articolo 10, comma 5, del medesimo decreto n. 77/2021).

  • Articolo 32, comma 1, lett. c-bis), relativo alle esclusioni dalla disciplina del codice dei contratti pubblici nel settore delle comunicazioni elettroniche.

La previsione in commento stabilisce l’integrale esclusione, dall'ambito di applicazione della disciplina dettata dal D.lgs. n. 50 del 2016, degli appalti pubblici e dei concorsi di progettazione nei settori ordinari e delle concessioni principalmente finalizzati a permettere alle amministrazioni aggiudicatrici la messa a disposizione o la gestione di reti pubbliche di telecomunicazioni o la prestazione al pubblico di uno o più servizi di comunicazioni elettroniche.

Si tratta degli ambiti già esclusi dall’art. 15 del codice medesimo, articolo esplicitamente richiamato dalla disposizione in questione. La lettera c-bis) prevede che non trovino applicazione provvedimenti, contratti o altri atti incompatibili con la suddetta esclusione.

  • Articolo 35, comma 1-bis , relativo ai compensi del collegio consultivo tecnico delle stazioni appaltanti.

 L’articolo 35 modifica il comma 7-bis, dell’art. 6 del decreto legge n. 76 del 2020, relativo ai compensi dei componenti dei collegi consultivi tecnici, sostituendolo integralmente.

Si ricorda che il comma in questione prevede che i compensi dei componenti del collegio consultivo tecnico non possano superare determinate sulla base di percentuali sul valore dell'appalto. Il nuovo testo del comma 7-bis è il seguente:

“7-bis. In ogni caso, i compensi dei componenti del collegio consultivo tecnico, determinati ai sensi del comma 7, non possono complessivamente superare con riferimento all'intero collegio:

  1. a) in caso di collegio consultivo tecnico composto da tre componenti:

1) l'importo pari allo 0,5 per cento del valore dell'appalto, per gli appalti di valore non superiore a 50 milioni di euro;

 2) l'importo pari allo 0,25 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 50 milioni di euro e fino a 100 milioni di euro;

 3) l'importo pari allo 0,15 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 100 milioni di euro e fino a 200 milioni di euro;

 4) l'importo pari allo 0,10 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 200 milioni di euro e fino a 500 milioni di euro;

 5) l'importo pari allo 0,07 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 500 milioni di euro;

  1. b) in caso di collegio consultivo tecnico composto da cinque componenti:
  • 1) l'importo pari allo 0,8 per cento del valore dell'appalto, per gli appalti di valore non superiore a 50 milioni di euro;

 2) l'importo pari allo 0,4 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 50 milioni di euro e fino a 100 milioni di euro;

 3) l'importo pari allo 0,25 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 100 milioni di euro e fino a 200 milioni di euro; 

4) l'importo pari allo 0,15 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 200 milioni di euro e fino a 500 milioni di euro;

 5) l'importo pari allo 0,10 per cento per la parte del valore dell'appalto eccedente 500 milioni di euro.”

Per quanto di interesse, in sede di conversione, hanno trovato, poi, conferma talune previsioni già contenute nel testo del decreto legge n. 36/2022 (su cui, cfr. News Ance n. 215349 del 2 maggio 2022), che per maggiore facilità di lettura si riportano di seguito.

  • 34 – Rafforzamento del sistema di certificazione della parità di genere

Tale articolo, inter alia, introduce, all’articolo 95, comma 13, del Codice, tra i criteri premiali che le amministrazioni aggiudicatrici possono prevedere, ai fini dell’attribuzione del punteggio dell’offerta tecnica, “l’adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere comprovata dal possesso di certificazione della parità di genere di cui all’articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198”.

Ciò, sempre compatibilmente con il diritto dell’Unione europea e con i princìpi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità.

  • 35 – Procedure attuative e tempi di realizzazione degli interventi finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Tale articolo chiarisce che le procedure “derogatorie” previste dall’articolo 48 del decreto n. 77/2021 – convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108 – in materia di procedure afferenti agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR e dal PNC e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea, si applicano anche in caso di suddivisione in lotti funzionali.

  • 36 – Interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza di competenza del Ministero della cultura

Tale disposizione, al comma 2, prevede, nell’ambito del PNRR, che, in caso di interventi di importo non superiore alla soglia comunitaria su beni di proprietà delle diocesi e degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, i medesimi enti proprietari possono essere individuati quali soggetti attuatori esterni

In allegato, il testo coordinato del decreto legge.

testo coordinato del decreto legge pdf

CNCE: Congruità – Categorie specialistiche e sottocategoria dell’OG3 per i lavori di bitumatura

Si informa, per opportuna conoscenza, che la CNCE, con la comunicazione n. 822 del 28 giugno 2022, ha trasmesso l’accordo con il quale le Parti sociali nazionali hanno determinato, ai fini del calcolo della congruità della manodopera di cui al DM n. 143/2021, le percentuali del costo del lavoro per le categorie specialistiche ivi individuate, per tutti i cantieri la cui denuncia di nuovo lavoro venga effettuata dal 1° agosto 2022.

Inoltre, le Parti sociali nazionali hanno individuato una sottocategoria della categoria generale OG3 (Opere stradali, ponti, età…), per i lavori di bitumatura (valevole anche per i lavori in corso).

Per maggiori informazioni, si rimanda alla suddetta Comunicazione.

Allegati
CNCE_Comunicazione_n_822_-_Congruità_manodopera

Accordo_nazionale_categ_OS_e_tab_alleg

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge delega in materia di contratti pubblici

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno u.s. la Legge 21 giugno 2022, n. 78, recante "Delega al Governo in materia di contratti pubblici", in vigore dal 9 luglio prossimo.

Frutto di un complesso iter di approvazione, in cui l'Associazione ha dato il suo contributo, traccia la rotta per l'elaborazione della nuova disciplina degli appalti pubblici, rispettando la scadenza imposta sul punto dal PNRR.

La seconda scadenza è quella del 30 marzo 2023, termine entro il quale dovrà essere adottato il decreto legislativo attuativo.

Si allega una prima analisi dei contenuti di maggiore interesse, ed il testo della legge delega.

Allegati

Legge_78_2022

Analisi_Legge_delega_appalti

 

Appalti, ripristinati i termini nei procedimenti di competenza dell’Anac

L’ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, ha ripristinato le scadenze per gli obblighi di comunicazione dei dati sugli appalti pubblici e i termini dei procedimenti di sua competenza.

Con la delibera n. 271 del 7 giugno u.s., cessa quindi l’efficacia delle delibere (nn. 268 del 19 marzo 2020, e 312 del 9 aprile 2020) approvate all’inizio dell’emergenza con cui erano stati allungati i termini per il perfezionamento dei CIG, per la trasmissione dei dati all’osservatorio contratti pubblici e per l’emissione del CEL da parte della stazione appaltante.

  1. Codice identificativo di gara (CIG)

Torna, pertanto, a 90 giorni il termine entro cui la Stazione appaltante ha l’obbligo di perfezionare il CIG (erano 150 giorni durante lo stato di emergenza). I CIG che non saranno perfezionati entro tale termine sono automaticamente cancellati.

  1. Trasmissione dati sui contratti pubblici

Riguardo all’obbligo di trasmissione dei dati all’Osservatorio sui contratti pubblici, i termini scendono da 60 giorni a 30 giorni per le schede: “Dati Comuni e Aggiudicazione”, da contare a far data dall’aggiudicazione definitiva o dall’avvenuto affidamento; “adesione ad accordo quadro/convenzione”, a far data dall’avvenuta adesione; “modifiche contrattuali” da trasmettere entro 30 giorni dall’evento.

Sempre ai fini della trasmissione all’Osservatorio, sono invece previsti 60 giorni per la trasmissione delle schede “fase iniziale”, “Sal”, “conclusione”, “collaudo/regolare esecuzione”, “accordi bonari”, “sospensione”, “subappalto” e “istanza di recesso”.

  1. Certificato di esecuzione dei lavori (CEL)

A beneficio delle imprese, torna a 30 giorni il termine entro cui la stazione appaltante deve emettere il CEL.

  1. Procedure di precontenzioso

Infine, l’Autorità ripristina anche i tempi relativi alle procedure di precontenzioso che devono essere chiuse entro 30 giorni dalla ricezione dell'istanza approvando un parere.

Se durante lo stato d’emergenza, è stato possibile sospendere tale termine per un massimo di 30 giorni, l’eventuale interruzione della procedura necessaria ad acquisire documentazione integrativa o a effettuare un supplemento di istruttoria non potrà più andare oltre 10 giorni.

Decreto Aiuti: nuove misure contro il rincaro dei prezzi

Sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 114, è stato pubblicato il DL.  17 maggio 2022, n. 50 recante Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività’ delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché’ in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”.

Il decreto entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione, ossia il 18 maggio 2022.

Con specifico riferimento al settore dei lavori pubblici, le disposizioni di maggiore interesse sono quelle di cui agli artt. 26, recante “Disposizioni urgenti in materia di appalti pubblici di lavori”, e 27, recante “Disposizioni urgenti in materia di concessioni di lavori”.

In particolare, quanto all’art. 26, al fine di fronteggiare gli aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici, viene introdotto, per il 2022, uno speciale meccanismo di aggiornamento dei prezzari utilizzati nei contratti di lavori, le cui offerte siano state presentate entro il 31 dicembre 2021 e con riferimento alle contabilizzazioni del 2022. Inoltre, per le lavorazioni già effettuate tra il 1° gennaio 2022 e la data di entrata in vigore della disposizione in esame (ossia, il 18 maggio 2022), viene prevista l’emissione, entro 30 giorni dalla predetta data, di un certificato di pagamento straordinario. (su cui, vedi oltre, commento sub paragrafo 2).

Per le medesime finalità sopra richiamate, all’art. 27 del decreto in esame, vengono introdotte talune misure anche per i concessionari autostradali che non sono amministrazioni aggiudicatrici, di cui all’art. 142, comma 4 del D.lgs. n. 163/2006, ovvero, di cui all’art. 164, comma 5 del D.lgs. 50/2016 (su cui, vedi oltre, commento sub art. 27).

Ciò premesso, si riporta di seguito una prima analisi delle previsioni più significative contenute nella nuova norma, cui seguirà ulteriore e successivo approfondimento.

ART. 26, D.L 50/2022

1) AMBITO DI APPLICAZIONE   

(Art. 26, commi 1 e 2)

A. Lavori eseguiti tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022

L’art. 26, al primo comma, prevede che, in relazione agli appalti pubblici di lavori (e dunque con esclusione degli appalti di servizi e delle forniture) aggiudicati sulla base di offerte presentate entro il termine del 31 dicembre 2021 – ivi compresi quelli affidati a contraente generale – lo stato di avanzamento dei lavori riguardante lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore lavori, ovvero annotate da quest’ultimo nel libretto delle misure dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022, viene adottato applicando i prezzari regionali aggiornati secondo le modalità di cui al comma 2 della medesima disposizione ovvero, nelle more di detto aggiornamento, quelli previsti dal successivo comma 3 (su cui v. infra, commento sub par. 3). Ciò anche in deroga alle clausole contenute nei contratti di appalto.

Pertanto, per effetto della nuova disposizione, le imprese potranno beneficiare per i lavori eseguiti tra gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022, di un meccanismo obbligatorio di adeguamento dei prezzi, attraverso lo straordinario aggiornamento, ai sensi del comma 2, dei prezzari in uso alla data di entrata in vigore del decreto (ossia al 18 maggio 2022), ovveronell’attesa di tale aggiornamentoricorrendo ad un rialzo temporaneo fino al 20% di quelli aggiornati al 31 dicembre 2021 (su cui vedi commento sub successivo paragrafo 3).

Per quanto concerne l’applicazione della norma ad ANAS e alle società del Gruppo Ferrovie dello Stato, si fa rinvio al commento di cui al successivo par 5.

B. Nuove gare

Il secondo comma, terzo periodo, della norma in esame prevede l’applicazione dei nuovi prezzari (di cui ai predetti commi 2 e 3) anche alle procedure di affidamento che saranno avviate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, e sino al 31 dicembre 2022, con utilizzo transitorio fino al 31 marzo 2023 (su cui v. infra, commento sub paragrafo 3). Per tali contratti, peraltro, la norma fa salva l’applicazione di quanto previsto dall’art. 29 del D.L. n. 4/2022 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 25/2022), in tema di revisione dei prezzi e compensazione dei sovraccosti.

In proposito, si ricorda che ai sensi di tale disposizione, le stazioni appaltanti sono tenute ad inserire obbligatoriamente nei documenti iniziali di gara le clausole di revisione dei prezzi e procedere alla compensazione degli eventuali extra costi per la percentuale eccedente il 5 per cento, e comunque nella misura pari all’80 per cento di tale eccedenza (per maggiori dettagli. Compensazioni che potranno trovare applicazione alle lavorazioni eseguite a partire dal primo semestre 2023.

Per quanto concerne l’applicazione della norma ad ANAS e alle società del Gruppo Ferrovie dello Stato, si fa sempre rinvio al commento di cui al successivo par 5.

2) SOMME LIQUIDABILI E MODALITÀ DI PAGAMENTO

(Art. 26, comma 1)

I maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari, come aggiornati secondo le modalità di cui ai commi 2 e 3, sono riconosciuti dalle stazioni appaltanti, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta e nella misura del 90 per cento.

Quanto alle modalità di liquidazione delle somme, la norma prevede che il certificato di pagamento venga emesso contestualmente allo stato di avanzamento dei lavori di cui al comma 1, o comunque entro cinque giorni dall’adozione del medesimo. Il pagamento deve essere, comunque, effettuato al netto delle compensazioni eventualmente già riconosciute o liquidate, ai sensi dell’art. 106, comma 1, lett. a), D.lgs. n. 50/2016, ed entro i termini di cui all’art. 113-bis, comma 1, primo periodo, D.lgs. n. 50/2016 (vale a dire, in linea di principio, entro trenta giorni dall’adozione dello stato di avanzamento dei lavori).

In relazione alle lavorazioni effettuate tra il 1° gennaio 2022 e la data di entrata in vigore del decreto (ossia, il 18 maggio 2022), nell’ipotesi in cui il direttore dei lavori le abbia già contabilizzate con il relativo lo stato di avanzamento dei lavori, e il responsabile unico del procedimento abbia già emesso il certificato di pagamento, si prevede che venga emesso, entro trenta giorni dalla predetta data, un nuovo certificato di pagamento straordinario, recante la determinazione, secondo le modalità sopra richiamate, dell’acconto del corrispettivo di appalto relativo alle lavorazioni effettuate e contabilizzate a far data dal 1° gennaio 2022. Il pagamento deve avvenire entro 5 giorni successivi alla data di emissione del certificato straordinario stesso.

3) AGGIORNAMENTO INFRANNUALE DEI PREZZARI REGIONALI E DISCIPLINA TRANSITORIA

(art. 26, commi 2 e 3)

Quanto alle modalità di aggiornamento dei prezzari, al comma 2, si introduce, limitatamente al 2022, una deroga all’applicazione del procedimento di aggiornamento dei prezzari regionali –ossia quello annuale, di cui all’art. 23, comma 16, D.lgs. n. 50/2016 – prescrivendo alle regioni di procedere, entro il 31 luglio 2022, ad un aggiornamento infrannuale di quelli in uso alla data di entrata in vigore del decreto in commento (18 maggio 2022).

In base alla medesima disposizione, i prezzari così aggiornati cessano di avere validità entro il 31 dicembre 2022, ma potranno essere utilizzati in via transitoria fino al 31 marzo 2023 per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data. In caso di inadempienza delle regioni, i prezzari regionali saranno aggiornati, entro i successivi quindici giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del MIMS, sentite le regioni interessate.

Il suddetto aggiornamento straordinario dovrà tenere conto anche delle nuove linee guida del MIMS, di cui all’art. 29, comma 12, D.L. n. 4/2022. Queste ultime, invero, ancorché il termine per la loro adozione sia già spirato (30 aprile 2022), al momento non risultano essere state ancora approvate. In ogni caso, per il periodo fino all’adozione del predetto aggiornamento infrannualeil comma 3 dell’art. 26 prevede una specifica disciplina transitoria, anch’essa applicabile in via cogente.

In particolare, per i prezzari regionali aggiornati al 31 dicembre 2021, viene prescritto alle stazioni appaltanti di incrementarne le risultanze, fino ad una percentuale massima del 20%. Resta fermo che, qualora all’esito dell’aggiornamento “infrannuale” di cui al comma 2, dovesse risultare una variazione dei prezzi, per il 2022, inferiore ovvero superiore alla suddetta percentuale, le stazioni appaltanti dovranno procedere al conguaglio dei relativi importi, in occasione del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori successivi all’adozione del prezzario “infrannuale”.

4) DISCIPLINA APPLICABILE AGLI ACCORDI QUADRO DI LAVORI

(art. 26, commi 8 e 9)

Al comma 8 della norma in esame, l’applicazione dei prezzari regionali aggiornati secondo le modalità di cui ai commi 2 e 3 viene estesa, fino al 31 dicembre 2022, anche all’esecuzione degli accordi quadro di lavori di cui all’art. 54, D.lgs. n. 50/2016 già aggiudicati ovvero efficaci alla data di entrata in vigore del decreto in esame, fermo restando il ribasso formulato in sede di offerta dall’aggiudicatario e nei limiti delle risorse complessivamente stanziate per il finanziamento dei lavori previsti dall’accordo quadro.

Peraltro, con riferimento all’esecuzione di tali accordi, si applica altresì quanto previsto dall’art. 29, del D.L. n. 4/2022, sopra citato, con la conseguenza che, relativamente ai contratti attuativi ancora da stipularsi, le stazioni appaltanti non solo dovranno tenere conto dei prezzi aggiornati, ma anche del meccanismo compensativo ivi previsto, naturalmente a partire dalle lavorazioni eseguite dal primo semestre 2023.

Per espressa previsione normativa, l’aggiornamento dei prezzari ai sensi dei commi 2 e 3, nonché le misure in materia di pagamento dei SAL di cui al comma 1, valgono anche in relazione alle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore lavori, ovvero annotate nel libretto delle misure dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, riguardanti appalti di lavori basati su accordi quadro (i cui contratti attuativi siano) già in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del predetto provvedimento.

Correlativamente, all’art. 26, comma 9, viene prevista l’abrogazione del meccanismo facoltativo di aggiornamento degli accordi quadro di cui al comma 11-bis dell’art. 29, D.L. n. 4/2020, che per effetto del combinato disposto dalle disposizioni sopra richiamate viene sostituito dalla disciplina obbligatoria di cui al nuovo art. 26.

5) DISCIPLINA APPLICABILE ALLE SOCIETÀ DEL GRUPPO FERROVIE DELLO STATO e ANAS S.P.A.

(art. 26, comma 12) 

Le disposizioni contenute nell’art. 26 si applicano anche ai contratti di appalto e agli accordi quadro di lavori delle società del gruppo Ferrovie dello Stato e di ANAS S.p.A, con talune limitazioni. 

Detti soggetti sono, senza dubbio obbligati ad aggiornare, entro il 31 luglio 2022, i prezzari in uso alla data di entrata in vigore del decreto stesso, restando invece, esclusa l’applicazione, nelle more dell’aggiornamento straordinario infrannuale, della disciplina transitoria di cui all’art. 26, comma 3. Va, peraltro, precisato che tale opera aggiornamento potrà essere anche immediata: tali enti infatti non dovranno attendere l’emanazione delle predette linee guida di cui all’art. 29, comma 12, del decreto “Sostegni-ter” n. 4/2022, essendo queste ultime espressamente riferite ai soli prezzari regionali. 

Infine, con riferimento ai contratti affidati dalle società del Gruppo Ferrovie dello Stato e da ANAS S.p.A. a contraente generale, in essere alla data di entrata in vigore della disposizione in esame (18 maggio 2022), le cui opere siano in corso di esecuzione, si prevede l’applicazione di un incremento “secco” del 20 per cento ai prezzi delle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022. 

6) LE RISORSE E LE COPERTURE 

Per far fronte agli oneri derivanti dall’applicazione delle misure descritte, l’articolo 26 prevede i seguenti stanziamenti:

LAVORI IN CORSO – AGGIUDICATI SULLA BASE DI OFFERTE PRESENTATE ENTRO IL 31/12/2021

SAL dal 01/01/2022 al 31/12/2022 aggiornati con i nuovi prezzari. UTILIZZO DI
·        Imprevisti, nel limite del 50%
·        Eventuali ulteriori somme a disposizione della stazione appaltante e stanziate annualmente per lo stesso intervento
·        Ribassi d’asta
·        Somme relative ad altri interventi ultimati
 
INOLTRE
1.    PER OPERE PNRR, PIANO NAZIONALE INVESTIMENTI COMPLEMENTARI E OPERE COMMISSARIATE: Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche (1.700 mln di cui 1.200 mln nel 2022 e 500 mln nel 2023)
STANZIAMENTI A COPERTURA Risorse disponibili della PA stimate in circa 3.000 mln
Fondi già stanziati 470 mln (200 mln Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, 270 mln Fondo caro materiali)
 
Nuove risorse: circa 2,55 miliardi
Opere PNRR, fondo complementare e opere commissariate
·        +1.500 mln Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche
Altri interventi

 

NUOVI LAVORI – NUOVE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO AVVIATE SUCCESSIVAMENTE ALL’ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO E FINO AL 31 DICEMBRE 2022

 

Maggiori costi dovuti all’aggiornamento dei prezzari UTILIZZO DI
Rimodulazione delle somme disponibili nel quadro economico degli interventi
Somme relative ad altri interventi ultimati
 
INOLTRE
PER OPERE PNRR E PIANO NAZIONALE INVESTIMENTI COMPLEMENTARI
·  Contributi pubblici statali riconosciuti per lavori inseriti nei programmi triennali e nei relativi aggiornamenti annuali, per i quali non siano ancora state avviate le procedure di affidamento
 
PER OPERE PNRR, FONDO COMPLEMENTARE, COMMISSARI SBLOCCA CANTIERI, GIUBILEO, OLIMPIADI CORTINA-MILANO, GIOCHI MEDITERRANEO TARANTO 2026
Accesso al fondo da 7,5 miliardi di euro
   
STANZIAMENTI A COPERTURA 7,5 miliardi (di cui 1.500 M€ per il 2022, 1.700 M€ per il 2023, 1.500 M€ per ciascuno degli anni 2024-2025 e 1.300 M€ nel 2026)

7) ABROGAZIONI

(art. 26, comma 10)

Oltre all’abrogazione del comma 11-bis dell’art. 29, D.L. n. 4/2020 sopra richiamata, viene prevista l’abrogazione dello speciale regime compensativo, introdotto dall’art. 25, commi 2 e ss., D.L. n. 17/2022 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 34/2022), per il primo semestre 2022, con riguardo ai contratti di appalto in corso di esecuzione data di entrata in vigore del citato decreto, e cioè alla data del 2 marzo u.s.. Infatti, per effetto di quanto previsto dal primo comma dell’art. 26, con riferimento a tali contratti, le stazioni appaltanti dovranno applicare i meccanismi di aggiornamento dei prezzi, come sopra specificati.

ART. 27 D.L. 50/2022 

MISURE PER I SOGGETTI DI CUI AGLI ARTT. 142, COMMA 4, D.LGS. N. 163/2006 e 164, COMMA 5, D.LGS. N. 50/2016 (ART. 27, COMMI 1 E 2)

L’art. 27, comma 1, del decreto in esame prevede per i concessionari autostradali di lavori pubblici che non sono amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di procedere all’aggiornamento del quadro economico del progetto esecutivo in corso di approvazione o approvato alla data di entrata in vigore del presente decreto (ossia il 18 maggio 2022), e in relazione al quale sia previsto l’avvio delle relative procedure di affidamento entro il 31 dicembre 2023, utilizzando il prezzario di riferimento più aggiornato. Come precisato anche nella Relazione illustrativa di accompagnamento al decreto, tale disposizione si rende necessaria per evitare che l’attuale situazione di incremento dei prezzi, la quale pone gravi limitazioni all’esecuzione e al prosieguo degli investimenti per le infrastrutture, ivi comprese quelle in regime di concessione, esponga al rischio di gare prive di offerte.

Al comma 2, la norma prevede che il quadro economico del progetto, rideterminato ai sensi del comma 1, venga sottoposto all’approvazione del concedente. Il predetto quadro economico viene, così, considerato nell’ambito del rapporto concessorio, in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di regolazione dei trasporti ai sensi all’art. 37, D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214. La disposizione chiarisce che, in ogni caso, i maggiori oneri derivanti dall’aggiornamento del quadro economico del progetto non concorrono alla determinazione della remunerazione del capitale investito netto, né rilevano ai fini della durata della concessione.

1 allegato

DL_50_2022 pdf

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