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MUD: predisposta la nuova modulistica

Cambiano le regole per la comunicazione ambientale MUD che dovrà essere presentata entro il prossimo 30 aprile: è entrato, infatti, in vigore il DPCM 28 dicembre 2017 (GU 30 dicembre 2017) con il quale è stata introdotta una nuova modulistica, con le relative istruzioni, per la dichiarazione annuale relativa ai rifiuti prodotti e gestiti durante il 2017.

 
Le principali novità riguardano le modalità di presentazione della comunicazione rifiuti cd. semplificata che dovrà essere compilata esclusivamente utilizzando un’apposita applicazione disponibile sul sito http://mudsemplificato.ecocerved.it/. A seguito delle modifiche apportate non è quindi più possibile compilare manualmente la dichiarazione MUD.
 
Il decreto prevede, in particolare, che tale dichiarazione semplificata debba essere firmata dal dichiarante, trasformata in formato pdf e quindi successivamente trasmessa a mezzo posta elettronica certificata all’Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo." style="color: #333333;">
 
Viene, peraltro, specificato che le comunicazioni effettuate con modalità diverse da quelle prescritte saranno considerate “inesatte”, con le relative possibili sanzioni di cui all’art. 258 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente).
 
Al riguardo, si ricorda che i soggetti obbligati alla presentazione del MUD, in base all’art. 189 del D.Lgs. 152/2006, sono:
1.      i trasportatori a titolo professionale di rifiuti;
2.      i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione;
3.      le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti;
4.      le imprese e gli enti produttori di rifiuti pericolosi;
5.      le imprese e gli enti produttori che hanno più di dieci dipendenti che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, fanghi da potabilizzazione (art. 184 comma 3 lett. c), d) e g))
 
Tra le categorie di soggetti sopra elencati, possono scegliere di avvalersi della comunicazione cd. semplificata solo i produttori di rifiuti (numeri 4 e 5) che “nella propria unità locale, producono non più di 7 rifiuti e, per ogni rifiuto, utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari finali.”

Ambiente: le novità nella legge di Bilancio

 È entrata in vigore il 1 gennaio 2018 la legge di Bilancio per il 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205) con la quale sono state introdotte importanti misure in materia ambientale, tra le quali si segnalano, in quanto di interesse per il settore:

- la nuova proroga del Sistri;  
- la possibilità di gestire in formato digitale le scritture contabili ambientali “tradizionali” (registro di carico e scarico e Formulario di identificazione dei rifiuti).
Sistri
È slittata di un altro anno la piena operatività del Sistema di tracciabilità dei rifiuti e pertanto fino al 31 dicembre 2018 gli operatori dovranno continuare a gestire i rifiuti secondo i “tradizionali” adempimenti, quali il registro di carico e scarico, il formulario di identificazione dei rifiuti e il MUD (art. 1 comma 1134 l. 205/2017).
Il nuovo rinvio si è reso necessario anche in considerazione del fatto che non si è ancora conclusa la vicenda giudiziaria in merito all'affidamento in concessione del servizio di tracciabilità dei rifiuti e di conseguenza non è stato ancora avviato il processo di riforma del sistema stesso, previsto dal d.l. 101/2013.  
La legge di Bilancio, inoltre, demanda ad un successivo decreto del ministero dell’Ambiente la definizione delle procedure per il recupero dei contributi SISTRI dovuti e non corrisposti e delle richieste di rimborso o conguaglio da parte degli utenti del sistema stesso. A tal fine il ministero dovrà prevedere modalità semplificate per la regolarizzazione delle posizioni contributive anche attraverso il ricorso al ravvedimento operoso o all’accertamento concordato in contradditorio (art. 1 comma 1135 L. 205/2017).
In merito al contributo SISTRI si ricorda che le sanzioni relative all’omesso pagamento nonché alla mancata iscrizione al sistema di tracciabilità dei rifiuti erano entrate in vigore il 1 aprile 2015 (d.l. 192/2014 art. 9).
Digitalizzazione delle scritture ambientali
Tra le novità in materia ambientale, introdotte dalla legge di bilancio 2018, assume particolare rilevanza la previsione in base al quale gli adempimenti del registro di carico e scarico e del formulario di identificazione dei rifiuti possono essere effettuati in formato digitale. Viene a tal fine ammesso anche l’invio della quarta copia del formulario mediante la posta elettronica certificata (art. 1 comma 1135 l. 205/2017).
L’obiettivo della norma è quello di semplificare la gestione delle scritture ambientali assicurando una progressiva dematerializzazione dei documenti. Si tratta di previsioni positive in quanto attribuiscono comunquealle imprese/operatori la facoltà di scegliere di quali strumenti/modalità avvalersi, cartaceo piuttosto che informatico, assicurando al contempo la massima tracciabilità dei rifiuti.

Oneri di urbanizzazione: nuova destinazione dal 1° gennaio 2018

Lo scorso 1° gennaio è entrata in vigore la norma della Legge di bilancio 2017 (art. 1, comma 460 Legge 232/2016) che riforma la destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal Dpr 380/2001 “Testo Unico Edilizia” escludendo la possibilità, come avvenuto fino ad ora, di utilizzarne una parte (fino al 50%) per spese correnti degli enti locali (stipendi dipendenti, sanità, ecc.) e devolvendoli esclusivamente e senza vincoli temporali all’urbanizzazione e alla manutenzione del territorio.
L’art. 1, comma 461 Legge 232/2016 conseguentemente ha previsto l’abrogazione a decorrere sempre dal 1° gennaio 2018 dell’art. 2, comma 8 della Legge 244/2007, più volte prorogato negli anni che consentiva l’utilizzo dei proventi per il finanziamento di spese correnti. Nello  stesso tempo non è più operativo l’art. 1, comma 737 della Legge 208/2015 che per gli anni 2016 e 2017 aveva consentito ai comuni, in alternativa, di utilizzare al 100% per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, nonché per spese di progettazione delle opere pubbliche.
La norma entrata in vigore dal 1 gennaio 2018 destina i proventi edilizi in particolare a:
- realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;
- risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate;
- interventi di riuso e di rigenerazione;
- interventi di demolizione di costruzioni abusive;
- acquisizione e realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico;
- interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico;
- interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura nell'ambito urbano;
- spese di progettazione per opere pubbliche. Quest’ultima destinazione è stata peraltro inserita di recente dalla Legge 172/2017 di conversione del Decreto Legge 148/2017 cd. “Decreto Fiscale”.
Con l’occasione è stato aggiornato il dossier Ance che raccoglie le leggi sulla destinazione dei proventi edilizi che si sono succedute dal 1977 ad oggi.
In allegato:

Nuovo tasso d’interesse legale: 0,3 %

Con il decreto 13 dicembre 2017 (G.U. n. 292 del 15 dicembre 2017) il Ministro dell’economia, ha fissato la nuova misura del tasso d’interesse legale ai sensi dell’art. 1284 del codice civile che, a partire dal 1° gennaio 2018, sarà pari allo 0,3% in ragione d’anno. Attualmente (e fino al 31 dicembre 2017) è pari allo 0,1 % in ragione d’anno.

 
L’art. 1284 del codice civile attribuisce al Ministro dell’economia il potere di modificare annualmente il tasso d’interesse legale, con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce.
La determinazione del nuovo tasso d’interesse avviene sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tiene conto del tasso d’inflazione registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre non venga fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo.
 
Di seguito si riportano i tassi d’interesse legale applicati fino ad oggi e cioè:
-        5% dal 21/04/1942 al 15/12/1990 (art. 1284 c.c.);
-        10% dal 16/12/1990 e per gli anni 1991, 1992, 1993, 1994 e 1996 (Legge 353/1990 e Legge 408/1990);
-        5% per il 1997 e 1998 (Legge 662/1996);
-        2,5% per il 1999 e 2000 (DM 10/12/1998);
-        3,5% per il 2001 (DM 11/12/2000);
-        3% per il 2002 e 2003 (DM 11/12/2001);
-        2,5% per gli anni 2004, 2005, 2006 e 2007 (DM 1/12/2003);
-        3% per il 2008 e 2009 (DM 12/12/2007);
-        1% per il 2010 (DM 4/12/2009);
-        1,5% per il 2011 (DM 7/12/2010);
-        2,5% per il 2012 e 2013 (DM 12/12/2011);
-        1% per il 2014 (DM 12/12/2013);
-        0,5% per il 2015 (DM 11/12/2014)
-        0,2% per il 2016 (DM 11/12/2015)
-        0,1% per il 2017 (DM 7/12/2016).
 
L’elenco sopra riportato evidenzia, da un lato, che dal 2008 (anno di inizio dell’attuale ciclo economico negativo) ad oggi vi è stata una sostanziale e quasi progressiva riduzione del valore del tasso di interesse legale e, dall’altro, che il valore fissato per il 2017 rappresenta il minimo storico mentre per il 2018 sarà in lieve risalita.
 
Si ricorda che il tasso d’interesse legale può avere rilievo, tra l’altro, in tema di locazione di immobili urbani ed in particolare in tema di deposito cauzionale, qualora nel contratto non sia stata esclusa la produzione di interessi legali.
 
 

Rifiuti: nuove indicazioni per il responsabile tecnico

Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali, con la delibera del 28 novembre 2017 n. 10, ha approvato il nuovo calendario delle verifiche di idoneità, relative all’anno 2018, che devono sostenere i responsabili tecnici, in attuazione dell’art. 13 del d.m. 120/2014.

 
In tutto sono state previste 36 date, la prima delle quali avrà luogo presso la Sezione dell’Albo della Regione Calabria il 21 febbraio 2018, mentre l’ultima si terrà presso quella della Toscana il 12 dicembre 2018.
 
Al riguardo, si sottolinea che:
  • i responsabili tecnici di imprese ed enti iscritti dal 16 ottobre 2017 devono sostenere le verifiche di idoneità;
  • i responsabili tecnici di imprese ed enti già iscritti al 16 ottobre 2017 dovranno sostenere la verifica di idoneità tra 5 anni e fino ad allora potranno continuare a svolgere la propria attività.
 
Infine, si ricorda che è prevista la figura del responsabile tecnico per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali nelle categorie 1 (raccolta e trasporto di rifiuti urbani), 4 (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi), 5 (raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi), 8 (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi), 9(bonifica di siti), 10 (bonifica dei beni contenenti amianto).
 
Il medesimo obbligo non è invece previsto per l’iscrizione “semplificata” alla categoria 2 bis dell’Albo gestori ambientali relativa al trasporto dei propri rifiuti non pericolosi o pericolosi in quantità non eccedenti 30 kg/30 litri/ giorno(art. 212 comma 8 del D.gs. 152/2006). 
 
 
In allegato la delibera dell’Albo gestori Ambientali del 28 novembre 2017 n. 10 (CLICCARE QUI PER SCARICARLA)

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