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Fresato d’asfalto: le indicazioni dell’Ance

E' entrato in vigore il 3 luglio 2018 il decreto del ministero dell’Ambiente n. 69 del 28 marzo 2018 che contiene la disciplina per la gestione del fresato d’asfalto come “End of waste”, ai sensi dell’art. 184 ter del D.lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente).
 
Il provvedimento, composto di 6 articoli e 2 allegati, individua le condizioni e i criteri  in presenza dei quali il fresato d’asfalto cessa di essere qualificato come rifiuto. È anche prevista una fase transitoria per consentire l’adeguamento alle nuove disposizioni: fino al 30 ottobre 2018 sarà infatti possibile aggiornare le autorizzazioni in essere.
 
Per un’analisi dei principali contenuti del decreto si rinvia alla nota allegata, predisposta dall’Ance, con la quale sono fornite alcune prime indicazioni operative. 

In allegato la nota dell’Ance di commento del decreto del ministero dell’Ambiente 69/2018     

Fresato d'asfalto le indicazioni dell'Ance

 

Recupero abitativo dei sottotetti: come e dove è possibile

Il recupero a fini abitativi dei sottotetti: in quali Regioni è possibile farlo con quali regole e incentivi. Nel Dossier predisposto dall’ANCE, articolato per schede regionali, sono state analizzate tutte le previsioni normative che, con l’obiettivo di razionalizzare il patrimonio edilizio esistente e contenere così il consumo di nuovo suolo, disciplinano, mai in maniera del tutto uniforme, la materia del recupero dei sottotetti. Non tutte le Regioni hanno una legge specifica sulla materia; in alcuni casi, infatti, singole disposizioni sono contenute, ad esempio, nell’ambito della legge sul governo del territorio.
 
Allegati: Dossier ANCE “Sottotetti: le discipline sul territorio” agg. to a giugno 2018

             Leggi regionali 

 
 
  • 2 allegati
 
 

Nuove costruzioni: il Consiglio di Stato ribadisce la gratuità dei parcheggi obbligatori

I parcheggi privati degli edifici di nuova costruzione sono realizzabili in regime di gratuità limitatamente alla superficie obbligatoria di essi. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato (sez. IV, 15 giugno 2018, n. 3702), uniformandosi ad un orientamento giurisprudenziale che si sta sempre più consolidando.
 
In via preliminare i giudici hanno ricordato che la Legge 122/1989 cd. “Legge Tognoli” ha innovato la disciplina dei parcheggi privati prevedendo:
  • un incremento della misura obbligatoria di spazi per parcheggio nei nuovi edifici, passando da 1 mq ogni 20 mc a 1 mq ogni 10 mc (art. 2 Legge 122/1989 che ha modificato l’art. 41-sexies Legge 1150/1942);
  • la possibilità di realizzare parcheggi pertinenziali negli edifici esistenti in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti (art. 9 Legge 122/1989);
  • la qualifica dei parcheggi privati negli edifici come opere di urbanizzazione, equiparandoli a quelli pubblici anche ai fini della gratuità (art. 11 Legge 122/1989).
Pertanto, è possibile affermare che:
  • ai sensi del combinato disposto dell’art. 41-sexies Legge 1150/1942, dell’art. 11 Legge 122/1989 e dell’art. 17, comma 3, lett. c) del Dpr 380/2001, i parcheggi ad uso privato nei nuovi edifici realizzati nella misura di legge sono esenti dal pagamento del contributo di costruzione;
  • il pagamento di tale contributo è limitato alle superfici a parcheggio realizzate in eccedenza rispetto allo standard minimo di legge.
 
In allegato:

Oneri di urbanizzazione: non dovuti se l’intervento non aumenta il carico urbanistico

In presenza di interventi di ricostruzione che non comportano aumento del carico urbanistico, non sono dovuti gli oneri di urbanizzazione. È quanto ha ribadito il TAR Piemonte (sentenza della sez. II, 21/05/2018, n. 630) aderendo all’orientamento giurisprudenziale, oramai consolidato, che vede nel carico urbanistico – e nella connessa esigenza di realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – “la ragione fondamentale e giustificatrice della corresponsione degli oneri di urbanizzazione”.
La vicenda esaminata dai giudici amministrativi riguarda un edificio parzialmente crollato per cause accidentali (scoppio dovuto a fuga di gas), oggetto di domanda di permesso di costruire per ricostruzione senza modifiche del volume, né della destinazione d’uso.
Il TAR Piemonte ha evidenziato che:
-          gli oneri di urbanizzazione svolgono la funzione di compensare la collettività per il nuovo ulteriore carico urbanistico che si riversa sulla zone a causa della consentita attività edificatoria, laddove invece il costo di costruzione rappresenta una compartecipazione comunale all’incremento di valore della proprietà immobiliare;
-          la giurisprudenza è concorde nell’individuare il carico urbanistico come la ragione che determina la corresponsione degli oneri di urbanizzazione;
-          non è possibile aderire quindi ad una interpretazione letterale della normativa in materia e cioè dell’art. 16, comma 1 del Dpr 380/2001 (“il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione”);
-          pertanto in presenza di interventi edilizi che non determinano aumenti del carico urbanistico, gli oneri non sono dovuti e, qualora corrisposti, devono essere restituiti dal comune.
 
In allegato:

Dossier: le responsabilità dell’appaltatore

Com’è noto in presenza di un lavoro in appalto si possono verificare numerose vicende finalizzate a far emergere la responsabilità a vario titolo dei soggetti coinvolti. Il Dossier ANCE intende offrire un quadro esaustivo delle varie fattispecie da cui può discendere una responsabilità diretta del costruttore/appaltatore che riguardi il ritardo nell’esecuzione dei lavori, una incompiutezza rispetto a quanto concordato nel capitolato fino ad arrivare alla forma più grave di responsabilità che è quella prevista dall’art. 1669 del codice civile sulla quale peraltro esiste anche una copiosa giurisprudenza.

 
Oltre, quindi, a descrivere le varie forme di responsabilità, la loro fonte giuridica e l’eventuale possibilità di disciplinarle ulteriormente nell’ambito del contratto di appalto, il Dossier è arricchito, per ogni argomento trattato, di una rassegna giurisprudenziale dedicata.
 
 
In Allegato: Dossier ANCE “Appalti privati. Responsabilità dell’appaltatore. Approfondimento normativo e casistica giurisprudenziale”.
 

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