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Covid 19 – DL n. 44/2021

Nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 1 aprile 2021 è stato pubblicato il DL n. 44/2021, recante “Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici”, in vigore dal giorno stesso della pubblicazione.

Il suddetto DL disciplina, per il periodo dal 7 al 30 aprile 2021,  una serie di misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19. Si riportano di seguito quelle di interesse:

  • continuano ad applicarsi le misure previste dal DPCM 2 marzo 2021[1] (la cui scadenza era originariamente prevista per il 6 aprile 2021), salvo quanto diversamente disposto dal DL medesimo (art. 1 comma 1);
  • nelle regioni e province autonome collocate in zona gialla continuano ad applicarsi le misure stabilite per la zona arancione.[2] In base all’andamento dell’epidemia e allo stato di attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini, con deliberazione del Consiglio dei Ministri sarà possibile adottare determinazioni in deroga alla predetta disposizione e modificare le misure stabilite dal DPCM 2 marzo 2021 (articolo 1, comma 2);
  • le misure stabilite per la zona rossa si applicano anche nelle regioni e province autonome, individuate con ordinanza del Ministro della Salute, in cui l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti[3] (articolo 1, comma 4);
  • i Presidenti delle regioni e province autonome possono disporre l’applicazione delle misure stabilite per la zona rossa, nonché ulteriori motivate misure più restrittive (articolo 1, comma 5):
  • nelle province in cui l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti;
  • nelle aree in cui la circolazione di varianti del virus SARS-COV-2 determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave.[4]

Per completezza di informazione, si segnalano anche le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 del DL in esame, con riferimento ai quali si allega una news di Confindustria del 6 aprile 2021.

L’articolo 3 esclude la punibilità per i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale (rispettivamente omicidio colposo e lesioni personali colpose) verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino anti SARS-COV-2 effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria, quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della Salute relative alle attività di vaccinazione. Nella news citata, Confindustria segnala che “Sul piano soggettivo, la disposizione non individua con precisione il soggetto attivo, per cui sembra applicabile a chiunque faccia uso del vaccino (medici, infermieri, farmacisti, odontoiatri, etc.). Risultano, quindi, tutelati anche i medici competenti che dovessero effettuare la vaccinazione in azienda”.

L’articolo 4, infine, introduce, fino alla completa attuazione del piano nazionale di vaccinazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione anti SARS-COV-2 per “gli esercenti le  professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività    nelle    strutture    sanitarie,    sociosanitarie     e socio-assistenziali,   pubbliche   e   private,    nelle    farmacie, parafarmacie e negli studi professionali”. In proposito, Confindustria segnala che “La disposizione sembra, quindi, escludere dall’obbligo chi, pur esercendo la professione sanitaria, non lo faccia all’interno di quei luoghi. Il dubbio, quindi, riguarda proprio l’estensione della norma al medico competente, il quale non sembra rientrare in alcuna delle categorie predette in quanto opera in azienda e non in una delle strutture suddette, non potendosi l’azienda identificare con nessuna delle strutture suddette (salvo interpretazioni estensive, ad esempio del concetto di studio professionale)”.

Per l’analisi di dettaglio delle due disposizioni di cui sopra, si rinvia all’allegata news di Confindustria.

 

[1] Cfr. comunicazioni Ance del 4 marzo 2021 e del 12 marzo 2021.

[2] Come già previsto dal DL n. 30/2021 per il periodo fino al 6 aprile 2021 (cfr. comunicazione Ance del 15 marzo 2021).

[3] Come già previsto dal DL n. 30/2021 per il periodo fino al 6 aprile 2021 (cfr. comunicazione Ance del 15 marzo 2021).

[4] Come già previsto dal DL n. 30/2021 per il periodo fino al 6 aprile 2021 (cfr. comunicazione Ance del 15 marzo 2021).

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News Confindustria pdf

Credito di imposta 4.0: ammessa la betoniera escluso l’autotelaio

Investimenti 4.0: se la spesa riguarda l’autobetoniera, il credito di imposta spetta alla sola betoniera ed è escluso per il cd. autotelaio.

In tal senso si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la Risposta 189 del 17 marzo 2021 che riguarda la questione ricorrente nel settore delle costruzioni circa la possibilità di fruire del credito di imposta 4.0 per l’acquisto di autobetoniere.

Si tratta di quei mezzi utilizzati per la miscelazione e il trasporto del calcestruzzo e che, spesso, risultano costituiti da una componente prettamente veicolare (“autotelaio") e da una componente "macchina" (attrezzatura) installata su di essa.

Uno dei profili più delicati dell’applicazione del credito di imposta 4.0 a questo tipo di spese riguarda la possibilità di far rientrare o meno, l’intero investimento (autotelaio+betoniera) che si intende effettuare, tra quelli agevolati ai sensi dell’Allegato A alla legge 232/2016 (Bilancio 2017) che ha definito il novero dei beni ammessi all’iperammortamento.

Si ricorda, a tal riguardo, che quest’ultima agevolazione è stata trasformata in credito di imposta dalla legge di Bilancio 2020 e da ultimo, con la legge di Bilancio 2021, è stata rimodulata per l’anno 2021 e prorogata sino al 2022[1].

 Oggi il credito d’imposta per i Beni strumentali nuovi 4.0 è fruibile nelle seguenti percentuali:

16 novembre 2020 - 31 dicembre 2021

(o entro il 30 giugno 2022, se entro il 1 dicembre 2021 l’ordine è accettato e siano stati pagati acconti per il 20% del costo di acquisizione)

1° gennaio 2022 - 31 dicembre 2022

(o entro il 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è accettato e siano stati pagati acconti per il 20 % del costo di acquisizione)

  • 50%  per investimenti fino a 2,5 mln €
  • 30% per investimenti > 2,5 mln e fino a 10 mln €
  • 10% per investimenti > 10 mln e fino al limite massimo di a 20 mln 
  • 40% per investimenti fino a 2,5 mln €
  • 20% per investimenti > 2,5 milioni e fino a 10 mln 
  • 10% per investimenti > 10 mln  e fino al limite di 20 mln 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso specifico, sottoposto all’Agenzia in tema di acquisto di autobetoniere, il contribuente ritiene che il beneficio possa essere applicato all’intero costo del proprio investimento, dunque non solo alla "macchina" o "attrezzatura" facilmente riconducibile all’Allegato A, ma anche al "veicolo", sul presupposto che, senza quest’ultimo, la prima non potrebbe né funzionare né raggiungere il cantiere.

Sul punto, invece, l’Agenzia delle Entrate conclude diversamente, ammettendo al credito di imposta soltanto la “betoniera (o "betoniera con pompa") e non anche l’"autoveicolo", che però potrà contare sul minor credito d'imposta previsto per l’acquisto di beni strumentali nuovi non 4.0 (ex superammoramento).

La risposta dell’Agenzia si basa sul parere della Direzione Generale per la politica industriale la competitività e le PMI del MISE[2] e sulla CM Agenzia delle Entrate/MISE 4/E/2017 in base alle quali viene ribadito che:

  • rientrano tra i beni dell’allegato A in linea generale, solamente le "macchine" ai sensi delle definizioni di cui all'art. 2, lettera a), della c.d. "Direttiva Macchine"[3]
  • sono esclusi i beni qualificabili come i veicoli a motore e loro rimorchi oggetto della direttiva 70/156/CEE del Consiglio[4].

Si ricorda, inoltre, che l'applicazione del credito d'imposta per la trasformazione 4.0 resta subordinata alla verifica, in concreto, del rispetto dei 5+2/3 requisiti obbligatori[5] previsti dalla disciplina, da mantenere per tutto il periodo di fruizione dell'agevolazione.

A tal riguardo l'impresa è tenuta a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente accreditato, da cui risulti che i beni possiedono tali requisiti e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.


[1] La disciplina dell’iperammortamento di cui alla legge n. 232/2016, articolo 1, commi da 8 ad 11 resta

applicabile sino al 31 dicembre 2019. La disciplina che sostituisce l’iperammoratamento con un credito di imposta (40% del costo per investimenti fino a  2,5 mln €, 20%  del costo  per investimenti oltre i 2,5 mln €, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 mln €) invece è applicabile dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 (o entro il 30 giugno 2021, se entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo).  La proroga dal 16 novembre 2020 sino al 2022 è stata disposta dalla legge 178/2020, art. 1, co. co. 1051-1062.

[2] Cfr. nota RU 41959 del 15 febbraio 2021.

[3]Direttiva 2006/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 relativa alle macchine e che modifica la  direttiva 95/16/CE(rifusione). “«macchina»:

  • insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un'applicazione ben determinata,
  • insieme di cui al primo trattino, al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento,
  • insieme di cui al primo e al secondo trattino, pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione,
  • insiemi di macchine, di cui al primo, al secondo e al terzo trattino, o di quasi-macchine, di cui alla lettera g), che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale,
  • insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta;”

[4]cfr. Il secondo trattino dell'articolo 1, paragrafo 2,lettera e della "Direttiva Macchine" nonché  la parte terza, paragrafo 11, punto 11 della CM n. 4/E/2017.

[5] Cfr. CM 4/E/2017 secondo cui al fine dell’applicazione dell’iperammortamento, “i beni devono obbligatoriamente avere tutte le seguenti  5 caratteristiche: 1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller); 2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program; 3. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo; 4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive; 5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Inoltre, devono essere dotati di almeno due tra le seguenti ulteriori caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

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Risposta 189 del 17 marzo 2021

Super Sismabonus ed asseverazione – Nuovo Allegato B – Risposta n.168/E/2021

Riconosciuto il Superbonus anche nell’ipotesi di mancata indicazione circa la congruità delle spese nell’asseverazione di rischio sismico, a causa dell’utilizzo del previgente Allegato B, per un intervento con SCIA presentata prima dell’entrata in vigore del beneficio al 110%, a condizione che la congruità dei costi sia attestata al termine dei lavori o ad ogni SAL.

Questo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n.168/E del 10 marzo 2021, in risposta ad un’istanza d’interpello avente ad oggetto, tra l’altro, l’applicabilità del Super Sismabonus nell’ipotesi di un intervento di ristrutturazione edilizia ed antisismica con parziale demolizione, senza aumento di volumetria, su un edificio di un unico proprietario, composto da due unità immobiliari, di categoria catastale C/2 che, al termine dei lavori, diventeranno a destinazione abitativa.

Nel caso di specie, l’asseverazione del progettista, relativa al miglioramento della classe di rischio sismico dell’edificio era stata presentata, insieme alla SCIA, nel mese di aprile 2020, utilizzando il previgente Allegato B che, ai fini del Sismabonus ordinario, non prevedeva l’attestazione della congruità dei costi[1].

Come noto, infatti, tale ulteriore attestazione è stata inserita nell’Allegato B a seguito dell’introduzione del cd. Superbonus (cfr. il D.M. 6 agosto 2020, n.329)[2], per il quale la congruità dei costi è un requisito d’accesso al beneficio, con la conseguenza che il Modello così integrato è valido, ad oggi, sia per il Sismabonus ordinario (senza l’indicazione della congruità dei costi), sia per il Sismabonus al 110%[3].

Al riguardo, nella Risposta n.168/E/2021 l’Agenzia delle Entrate, anche alla luce di un parere richiesto al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, chiarisce che:

  • la mancanza di tale ulteriore attestazione in fase di presentazione della SCIA, effettuata prima del 1° luglio 2020, consente comunque l’applicabilità del Superbonusa condizione che l’indicazione della congruità venga prodotta «al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori»;
  • l’inserimento della congruità delle spese nell’Allegato B costituisce «una mera semplificazione degli adempimenti», al fine di consentire, con un unico Modello, la fruizione non solo del Sismabonus ordinario, ma anche di quello al 110%.

Inoltre, nel caso di specie l’istante può usufruire del Sismabonus al 110%, ancorchè sia l’unico proprietario dell’edificio composto da due unità immobiliari, tenuto conto della modifica intervenuta in relazione al concetto di condominio, in base alla quale, dal 1° gennaio 2021, il beneficio spetta anche per gli edifici composti da due a quattro unità immobiliariposseduti da un unico proprietario o in comproprietà[4].

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate considera espressamente superata la precedente Risposta n.87/E/2021, relativa ad una fattispecie simile, nella quale veniva negata l’applicabilità del Sismabonus ad un unico proprietario di un fabbricato composto da 2 unità indipendenti[5], che non teneva conto della citata modifica relativa al concetto di condominio.

Infine, nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate conferma l’esclusione dall’Ecobonus al 110%, nel presupposto che le due unità originarie, oggetto degli interventi, sono prive dell’impianto di riscaldamento, ma consente l’applicabilità del Superbonus per l’installazione dell’impianto fotovoltaico, come intervento “trainato”.

 

[1] Nella fattispecie esaminata dall’Agenzia delle Entrate l’istante intende usufruire, altresì, dell’Ecobonus al 110% e del Superbonus per l’installazione dell’impianto fotovoltaico.

[2] In particolare, il D.M. 329/2020 ha aggiornato il D.M. 58/2017, recante le modalità attuative ed i requisiti tecnici da rispettare per usufruire del Superbonus.

[3] Cfr. gli artt.119, co.13, lett.b., 13-bis e 121 del D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 77/2020.

[4] Cfr. l’art.119, co.9, lett.a, del medesimo D.L. 34/2020, introdotto dall’art.1, co.66, della legge 178/2020 – legge di Bilancio 2020.

D.L. Milleproroghe 2021 – Conversione in legge

Proroga dei termini in materia di approvazione dei bilanci delle società, di benefici “prima casa” e delle scadenze per atti di accertamento e cartelle esattoriali.

Queste le disposizioni d’interesse per il settore delle costruzioni, contenute nella legge 26 febbraio 2021, n.21, di conversione, con modificazioni, del D.L. 31 dicembre 2020, n.183, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.51 del 1° marzo 2021.

Proroga del termine per l’approvazione dei bilanci societari – Art.3, co.6

L’art.3 co.6, del D.L. Milleproroghe 2021 prevede lo spostamento a «180 giorni dalla chiusura dell’esercizio» (in sostanza, entro il 30 giugno 2021, anziché entro l’ordinaria scadenza di aprile) del termine per la convocazione dell’assemblea per l’approvazione dei bilanci delle società, in relazione ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2020.

L’approvazione dei bilanci è valida per le assemblee tenute comunque entro il 31 luglio 2021 (la disposizione apporta modifiche all’art.106 del DL 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2020 – cd. Cura Italia).

Proroga della sospensione dei termini per i benefici “prima casa” – Art.3

Viene prorogata di un ulteriore anno, sino al 31 dicembre 2021, la sospensione dei termini ai fini della fruibilità delle agevolazioni prima casa[1] e del “credito d'imposta per il riacquisto[2] della stessa (art.3, co.11-quinquies).

In sostanza, viene previsto che i termini previsti a pena di decadenza dai citati benefici (ad es. trasferimento della residenza nella nuova abitazione entro 18 mesi dal rogito) sono sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Proroga delle scadenze per atti di accertamento e cartelle esattoriali – Art.22-bis

L’art.22-bis del D.L. 183/2020 convertito, con modificazioni, nella legge 21/2021 assorbe quanto previsto in origine dall’abrogato art.1 del D.L. 7/2021, in materia di proroga di un ulteriore mese delle scadenze in materia sia di notifica degli atti di accertamento, sia di sospensione del pagamento delle cartelle esattoriali[3].

In particolare, viene prevista:

  • la notifica[4] dopo il 1° marzo 2021 e fino al 28 febbraio 2022 degli atti di:
  • accertamento;
  • contestazione;
  • irrogazione delle sanzioni;
  • recupero dei crediti di imposta;
  • liquidazione, nonché di rettifica e liquidazione;

per i quali i termini di decadenza sono scaduti tra l’8 marzo ed il 31 dicembre 2020.

Sempre con effetto dall’8 marzo 2020, il provvedimento conferma che non si procede all’invio di una serie di attiinviti e comunicazioni, perfezionati entro il 31 dicembre 2020, ma la cui notifica avverrà dal 1° marzo 2021 al 28 febbraio 2022. Rientrano tra questi le comunicazioni a seguito dei controlli automatici e formali delle dichiarazioni (cd. “avvisi bonari, di cui agli artt.36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e art.54-bis del DPR 633/1972).

In relazione a tali atti viene, inoltre, prevista la proroga di quattordici mesi dei termini di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento[5].

Per gli atti notificati entro il 31 gennaio 2022, non sono dovuti interessi per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica dell'atto[6].

  • la proroga[7] sino al 28 febbraio 2021 del termine finale del periodo di sospensione (che parte dal’8 marzo 2020) del pagamento delle somme derivanti da:
    • cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’IVA;
    • avvisi di addebito emessi dall’INPS;
    • atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Dogane;
    • ingiunzioni di pagamento emesse dagli enti locali, nonché gli atti di accertamento esecutivi emessi dai medesimi enti sia per le entrate tributarie, che per quelle patrimoniali.

versamenti dovranno essere effettuati, in un’unica soluzione, entro il 31 marzo 2021, ma restano salve le rateizzazioni richieste entro tale data.

Queste modifiche riguardano anche le verifiche in materia di pagamenti delle P.A. e delle società a prevalente partecipazione pubblica, per importi superiori a 5.000 euro, nei confronti dei beneficiari di tali pagamenti, che siano destinatari di cartelle esattoriali almeno pari a tale importo (ai sensi dell’art.48bis del DPR 602/1973).

In particolare, la sospensione di tali verifiche (già operante dall’8 marzo 2020), è stata estesa sino al 28 febbraio 2021.

Le verifiche già effettuate prima dell’8 marzo 2020 sono prive di qualunque effetto se l’Agente della riscossione non aveva notificato il pignoramento ai sensi dell’art.72-bis del DPR n. 602/1973.

Per le somme oggetto di tali verifiche, le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, hanno potuto quindi procedere al pagamento in favore del beneficiario[8].

Infine, si ricorda che il D.L. Ristori (D.L. 137/2020 convertito, con modifiche, nella legge 176/2020) ha prorogato dal 10 dicembre 2020 al 1° marzo 2021 il termine per il pagamento delle definizioni agevolate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, le cui rate residue non saldate nel 2020 dovevano essere versate, per non incorrere nella decadenza, entro il 10 dicembre 2020 (cfr. l’art.68, co.3, del D.L. 18/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 27/2020 - cd. “Decreto Cura Italia”)[9].

Sul tema, si ricorda che con il Comunicato stampa del 27 febbraio 2021, il Ministero dell’Economia e finanze ha annunciato che è in corso di redazione il Provvedimento di proroga oltre il 1° marzo del termine per il pagamento della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, in relazione sia alle rate residue non saldate nel 2020, sia alla prima rata 2021 della rottamazione-ter”.

In particolare, il Comunicato stampa specifica che «Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al 1° marzo 2021 e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto».

Ad oggi, il Provvedimento non è stato ancora emanato.

In ogni caso, i soggetti decaduti dalla “rottamazione-ter” e dal “saldo e stralcio” per mancato, insufficiente o tardivo versamento delle somme scadute nel 2019, possono presentare la domanda di rateizzazione per le somme ancora dovute (ai sensi dell’art.19 D.P.R. 602/1973)[10].

scadenze

fonte

cartelle di pagamento

avvisi di accertamento esecutivi AdE ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’IVA

avvisi di addebito INPS

atti di accertamento AdD

ingiunzioni di pagamento ed atti di accertamento esecutivi degli enti locali per entrate tributarie e per patrimoniali

31 marzo 2021

Decreto Legge 183/2020

saldo e stralcio

rottamazione ter

pagamento delle rate in scadenza nel 2020*

1° marzo 2021

(annunciata proroga dal MEF)

Decreto Legge n.137/2020, convertito nella L. n. 176/2020 (cd. “Decreto Ristori”)

*Non sono previsti i 5 giorni di tolleranza , di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018

 

[1] Cfr. la Nota II-bis allegata al D.P.R. 131/1986.

[2] Cfr. l’art.7 della legge 448/1998.

[3] Cfr. ANCE “Accertamento e riscossione: nuova proroga del DL 7/2021” - ID. n.43373 del 2 febbraio 2021.

[4] L’art. 22-bis del DL 183/2020 modifica l’art.157 del DL 34/2020 (cd. D.L. Rilancio) convertito con modifiche nella legge 77/2020.

[5] Cfr. l’art.157, co.3, del D.L. 34/2020 (convertito nella legge 77/2020). Si tratta delle somme che risultano dovute a seguito dei controlli automatici relativi alle dichiarazioni dei redditi e IVA presentate nel 2018 e di quelli formali delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e nel 2018.

[6] Cfr. l’art.157, co.4, del D.L. 34/2020 (convertito nella legge 77/2020).

[7] L’art.22-bis, comma 2, del DL 183/2021 modifica l’art. 68, co.1 del DL 18/2020 (cd. D.L. Cura Italia) convertito con modifiche nella legge 27/2020.

[8] Cfr. art.1, co.4, del D.L. 7/2021 e l’art.153 del D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 77/2020. Cfr. ANCE “Decreto Rilancio – Conversione in legge – Le novità in materia fiscale” - ID n. 41108 del 24 luglio 2020.

[9] Cfr. ANCE “Conversione in legge del D.L. 137/2020 –  cd. “D.L. Ristori” – Misure fiscali d’interesse” - ID n.43003 dell’ 8 gennaio 2021Cfr. anche “DL Cura Italia” convertito in legge – Il dossier dell’ANCE sulle misure fiscali - ID n. 40023 del 13  maggio  2020.

[10] Cfr. l’art.154 del citato D.L. 34/2020 e l’art.68, co.3-bis, del D.L. 18/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 27/2020.

2 allegati

legge 26 febbraio 2021, n.21 pdf
Comunicato stampa del 27 febbraio 2021 pdf

Sismabonus ed asseverazione tardiva – Risposta n.127/E/2021

Ai fini del Sismabonus ordinario ed al 110%, per i titoli abilitativi richiesti dal 16 gennaio 2020, l’asseverazione circa la classe di rischio sismico può essere depositata presso gli uffici del Comune anche in un momento successivo, ma prima dell’inizio dei lavori.

Invece, per i titoli edilizi richiesti prima del 16 gennaio 2020 occorreva allegare subito l’asseverazione, senza possibilità di presentarla al Comune entro la data di inizio dei lavori, a pena di decadenza dal Sismabonus.

Questo l’importante chiarimento dell’Agenzia delle Entrate nella Risposta n.127/E del 24 febbraio 2021, nell’ambito di un’istanza d’interpello relativa, tra l’altro, all’applicabilità della detrazione per la sicurezza antisismica degli edifici (cd. Sismabonus), sia nella forma ordinaria[1] che potenziata al 110%[2].

Come noto, il beneficio fiscale viene riconosciuto nell’ipotesi in cui le procedure autorizzatorie siano state avviate a partire dal 1° gennaio 2017, con la conseguenza che il titolo abilitativo deve essere concesso dopo tale data.

La questione oggetto di istanza deriva da una modifica nella disciplina riferita alla tempistica di presentazione al Comune dell’asseverazione sismica rispetto alla richiesta di permesso di costruire o alla SCIA, apportata all’art.3 D.M. 58/2017, attuativo del Sismabonus, dal D.M. 9 gennaio 2020 n.24, il quale, a decorrere dal 16 gennaio 2020, ha previsto che:

«il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l'asseverazione (…), devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente (…), per i successivi adempimenti, tempestivamente e comunque prima dell'inizio dei lavori.».

Nel caso di specie oggetto della Risposta n.127/E/2021, ai fini del riconoscimento del Sismabonus la SCIA era stata presentata il 26 settembre 2019, mentre l’asseverazione del rischio sismico (in base all’Allegato B al Decreto MIT n.58 del 28 febbraio 2017) ad integrazione della stessa era datata 23 giugno 2020, prima dell'inizio dei lavori.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate specifica che la modifica normativa che consente la presentazione tardiva dell’asseverazione, da eseguire comunque prima dell’inizio dei lavori, opera a partire dal 16 gennaio 2020.

Di conseguenza, ai titoli edilizi richiesti in data antecedente doveva essere allegata contestualmente anche tale certificazione, pena la decadenza dal beneficio[3].

In sostanza, a seconda del momento di richiesta del titolo abilitativoopera la seguente disciplina:

  • per le richieste presentate dal 1° gennaio 2017 al 15 gennaio 2020, l’asseverazione del rischio sismico deve essere presentata insieme alla domanda di titolo edilizio (permesso di costruire o SCIA)[4];
  • per le richieste presentate a partire dal 16 gennaio 2020, l’asseverazione del rischio sismico può essere presentata in un momento successivo alla richiesta del permesso di costruire o alla SCIA, purchè prima della data di inizio dei lavori.

Alla luce di tale chiarimento si richiama l’attenzione delle imprese associate sulla verifica delle tempistiche relative alla richiesta al Comune del permesso di costruire, ovvero della SCIA, al fine di non incorrere nella decadenza dal Sismabonus.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n.127/E/2021conferma, tra l’altro, i criteri di ripartizione delle spese in relazione alle quali si può accedere astrattamente a diverse agevolazioni (Bonus facciateEcobonus, ovvero Bonus ristrutturazioni)[5].

In particolare, l’Amministrazione finanziaria, richiamando propri precedenti chiarimenti, ribadisce che:

  • in caso di possibile sovrapposizione dell’ambito oggettivo di applicazione dei diversi benefici fiscali, l’interessato «potrà avvalersi, per le medesime spese, di una sola delle predette agevolazioni, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione alla stessa».

Tale principio vale anche ai fini dell’applicazione dei Superbonus, sotto il profilo degli interventi “trainanti”, che possono rientrare in linea generale tra quelli agevolabili con l’Ecobonus ordinario o con il Bonus ristrutturazioni (cfr. anche la C.M. 24/E/2020);

  • tenuto conto dell'impossibilità di fruire di più benefici fiscali sulle medesime spese, nell’ipotesi in cui sul fabbricato vengano eseguiti interventi riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, i bonus vengono riconosciuti tenendo separate le spese riferite ai vari interventi (con “distinta contabilizzazione”)[6] e nel rispetto degli adempimenti specifici per ciascuna detrazione.
 

[1] Cfr. l’art.16, co.1bis e seguenti, del D.L. 63/2013 convertito, con modificazioni, nella legge 90/2013.

[2] Cfr. l’art.119, co.4, del D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 77/2020.

[3] Cfr. in senso conforme anche la risposta 295/E/2020 ed ANCE “Sismabonus e asseverazione: i nuovi chiarimenti dell’AdE” - ID n.41464 del 9 settembre 2020.

[4] Per completezza si ricorda che, ai fini della diversa fattispecie del Sismabonus acquisti, per gli interventi le cui procedure autorizzatorie siano state avviate dopo il 1º gennaio 2017, ma prima del 1º maggio 2019 (data di entrata in vigore della misura), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus fiscale spetta anche in caso di asseverazione non contestuale alla richiesta del titolo abilitativo, fermo restando che tale documentazione deve essere presentata entro la data di stipula del rogito.

Cfr. le Risposte 297/E/2020 e 298/E/2020, nonché ANCE “Sismabonus acquisti in zone 2 e 3, l’asseverazione va presentata entro il rogito” - ID n.41477 del 10 settembre 2020, e ancora le Risposte 195/E/2020, 196/E/2020 ed ANCE “Sismabonus acquisti in zona 2 e 3: OK all’asseverazione tardiva” - ID n.40792 del 2 luglio 2020.

[5] Nel caso di specie, si tratta del Bonus facciate ovvero Ecobonus, o Bonus ristrutturazioni per gli interventi sulle strutture opache verticali ed Ecobonus o Bonus ristrutturazioni per i lavori sulle strutture opache orizzontali e la sostituzione dei serramenti ed infissi.

[6] In sostanza, occorre tenere separata le fatture ed i bonifici riferiti a ciascun beneficio.

1 allegato

Risposta n.127-E del 24 febbraio 2021

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