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Progetti unitari per l’applicazione del Sismabonus 110% nei centri storici per aggregati di edifici

La Commissione del Consiglio superiore dei lavori pubblici  ha chiarito che nel caso di interventi di adozione di misure antisismiche e di messa in sicurezza statica di edifici, realizzati in presenza di aggregati edilizi, in particolare nei centri storici, questi possano essere realizzati con riferimento alla singola unità strutturale così come indicata dalle Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC 2018), e non necessariamente all’intero aggregato edilizio che tipicamente caratterizza i centri storici.

Il documento di risposta n. 4/2021 della Commissione evidenzia che:

"premesso che quanto segue si pone in continuità con il precedente parere 3/2021 di marzo 2021 (v. documento Ance n. 44404 del 19/04/2021) espresso da questa Commissione, costituendone un’ulteriore specificazione riferita agli aggregati edilizi in generale e, in particolare, agli interventi realizzati nei centri storici, con riferimento all’Art. 16-bis del D.P.R, 917/1986 comma 1 lett. i), focalizzando l’attenzione sulla parte che riguarda le condizioni per l’accesso alle agevolazioni fiscali relativi ad interventi di adozione di misure antisismiche e all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica da realizzare sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendenti interi edifici e, ove riguardino i centri storici, impongono l’esecuzione di tali interventi sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari, la Commissione è del parere che quanto riportato all’interno del testo normativo prima citato, debba essere riletto e interpretato, attualizzandolo e rendendolo aderente alle definizioni contenute all’interno della Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 punto 8.7.1. e punto C8.7.1.3.2 della Circolare n. 7 C.S.LL.PP. 21/01/2019";

"il riferimento a progetti unitari possa essere inteso come limitato al concetto di singola unità strutturale, una volta individuata, e non necessariamente all’intero aggregato edilizio che tipicamente caratterizza i centri storici con progetti, quindi, che possono essere redatti anche mettendo in atto interventi locali di cui al punto 8.4.1 delle suddette norme".

Con la risposta della Commissione si confuta quanto affermato recentemente dalla della Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate dell’ Emilia Romagna (interpello regionale 909-1222/2021) che affermava  che gli interventi di miglioramento sismico e di messa in sicurezza statica "devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari", tenendo in considerazione  l'art.16-bis comma 1 lett i) del TUIR.

La Commissione fornisce a titolo d’esempio, alcuni interventi ammissibili al Sismabonus:

  • interventi sulle coperture, orizzontamenti o loro porzioni, riduzione pesi, eliminazione spinte applicate alle strutture verticali, miglioramento dell'azione di ritegno delle murature, riparazione integrale/sostituzione di elementi di copertura, ecc.;
  • interventi di riparazione e ripristino della resistenza originaria di elementi strutturali in muratura e/o calcestruzzo armato e/o acciaio, ammalorati per forme di degrado provenienti da vari fattori (esposizione, umidità, invecchiamenti, disgregazione dei componenti, …);
  • interventi volti a ridurre la possibilità di innesco di meccanismi locali, quali, ad esempio, l’inserimento di catene e tiranti contro il ribaltamento delle pareti negli edifici in muratura, il rafforzamento dei nodi trave-colonna negli edifici in c.a. contro la loro rottura prematura, prima dello sviluppo di meccanismi duttili nelle travi, la cerchiatura, con qualunque tecnologia, di travi e colonne o loro porzioni, volta a migliorarne la duttilità, il collegamento degli elementi di tamponatura alla struttura in c.a. contro il loro ribaltamento, il rafforzamento di elementi non strutturali pesanti, come camini, parapetti, controsoffitti, etc., o dei loro vincoli o ancoraggi alla struttura principale.

Il documento ribadisce che rientrano tra gli interventi ammessi al Sismabonus anche quelli di riparazione o locali realizzati su una villetta a schiera.

Gli interventi di miglioramento e adeguamento e le verifiche di sicurezza effettuate dovranno essere riferite alla singola unità strutturale individuata con la modalità previste dalle NTC, anche nel caso di parti soggette ad interventi che non riguardano l’intera unità strutturale.

Nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di porzione di aggregato che prevedano l’introduzione di distacchi con la restante parte del medesimo, oltre al rispetto delle NTC e della relativa circolare, viene richiamata l’attenzione al paragrafo C8.7.4.1 punto 6 della circolare stessa.

In allegato il testo della risposta della Commissione

4-2021_aggregati Edilizi pdf

Bonus Facciate: un solo condomino può sostenere e detrarre l’intera spesa

Il condòmino che sostiene tutta la spesa per il rifacimento della facciata condominiale può beneficiare del Bonus Facciate. Per procedere in tal senso è necessaria una delibera condominiale all'unanimità che preveda l'autorizzazione ai lavori e il sostenimento della spesa da parte di un solo condomino. Questa possibilità è ammessa anche in caso di condominio “minimo”.

È quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad Interpello n. 499 del 21 luglio 2021  resa al comproprietario di un appartamento facente parte di un mini condominio che intende eseguire i lavori di rifacimento della facciata dell’edificio in cui abita accollandosi, con il consenso unanime dei condomini, tutte le spese derivanti dall’intervento, per poi fruire della detrazione.

La risposta dell’Agenzia è positiva e chiarisce che questa possibilità è ammessa. In sostanza, è possibile avvalersi del Bonus facciate utilizzando un criterio di ripartizione delle spese condominiali diverso da quello legale previsto dall’art. 1123 del codice civile.

Tale ultimo criterio, infatti, stabilisce in linea generale che le spese relative a interventi sulle parti comuni deliberate dalla maggioranza dei condomini sono sostenute da questi in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.

Tuttavia, precisa l’Agenzia, se l’assemblea condominiale che autorizza l'esecuzione dei lavori sulla facciata dell’immobile acconsente all'unanimità al sostenimento delle relative spese da parte di un solo condomino, questi può pagare e poi fruire del Bonus Facciate.

Questa possibilità sussiste anche se il condominio è composto da meno di otto condomini (condominio cd. “minimo”) come nella fattispecie esaminata dall’Agenzia. In tal caso, per beneficiare del Bonus Facciate per i lavori realizzati sulle parti comuni, se i condòmini non hanno nominato un amministratore non sarà necessario richiedere il codice fiscale, ma potrà essere utilizzato il codice fiscale del condomino che ha effettuato gli adempimenti necessari.

Sempre in tema di Bonus Facciate si evidenzia che di recente, con la Risposta 482 del 15 luglio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese per l’installazione di corpi illuminanti a soffitto o a parete, sui balconi oggetto di intervento, rientrano tra quelle agevolate con il Bonus Facciate nel presupposto che si tratti di opere accessorie e di completamento dell'intervento sulle facciate esterne, ma solo nel caso in cui tali interventi si rendano necessari per motivi "tecnici" desumibili dai documenti di progetto.

2 allegati

Risposta ad Interpello n. 499 del 21 luglio 2021 pdf
Risposta 482 del 15 luglio 2021 pdf

Comunicazione Superbonus: nuove istruzioni per la compilazione

Le istruzioni per la compilazione della comunicazione telematica da presentare all’Agenzia delle Entrate per l’esercizio delle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura sono state integrate con l’inserimento degli interventi di “eliminazione delle barriere architettoniche”. Il codice identificativo è 28.

Con il Provvedimento n. 196548 del 20 luglio 2021 l’Agenzia delle Entrate, infatti, ha aggiornato le istruzioni per la compilazione del modello di “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica”, approvato con il Provvedimento del 12 ottobre 2020[1] e le relative specifiche tecniche.

Le modifiche si sono rese necessarie a seguito delle modifiche normative che hanno riguardato la disciplina del cd. Superbonus e, nello specifico, anche l’estensione dell’aliquota di detrazione al 110% agli interventi di rimozione delle barriere architettoniche di cui all'art. 16-bis, comma 1, lettera e), del DPR n. 917/1986 se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi da “Super Ecobonus” o “Super Sismabonus”[2].

Per questo le istruzioni per la compilazione della comunicazione da inviare all’Agenzia delle entrate sono state aggiornate, nella parte relativa alla tipologia degli interventi, con l’inserimento dell’intervento di eliminazione delle barriere architettoniche” e il relativo codice n. 28.

Per quanto riguarda, in particolare la tipologia di interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 110%, si segnala che l’Agenzia delle Entrate con la Risposta 455 del 15 luglio 2021 ha chiarito che questo tipo di interventi (es. sostituzione di finiture, adeguamento di impianti tecnologici, rifacimento di scale e ascensori, inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servo scala o di piattaforme elevatrici), per essere agevolato, deve presentare le caratteristiche tecniche previste dalla legge di settore (DM n. 236 del 14 giugno 1989) a prescindere dalla presenza di disabili o persone di età superiore a 65 anni nell'unità immobiliare o nell'edificio oggetto degli interventi.

 

[2] Cfr. i commi 1 e 4 dell’art.119 del DL 34/2020 (“Rilancio) convertito con legge 77/2020. La possibilità di agevolare al 110% gli interventi di rimozione delle barriere architettoniche è stata introdotta, prima dalla legge di Bilancio 2021 (178/2020 art.1 , comma 66, lettera d) solo per l’ipotesi in cui tali lavori fossero eseguiti congiuntamente a quelli di sostituzione degli impianti di climatizzazione e  di isolamento termico agevolati al 110%, poi con il DL 77/2021 (art. 33, comma 1, lettera a) che ha previsto la possibilità di effettuarli congiuntamente anche agli interventi di messa in sicurezza sismica potenziati.

3 allegati

Provvedimento n.196548 del 20 luglio 2021 pdf
Istruzioni per la compilazione pdf
Relative specifiche tecniche pdf

Superbonus, General Contractor e sconto in fattura: Risposta dell’AdE n.480E/2021

Ai fini del Superbonus, confermato il modello General Contractor con mandato senza rappresentanza conferito dal committente, nel quale il General Contractor incarica i professionisti, riceve da loro le fatture e poi le ribalta al committente con IVA, applicando lo “sconto in fattura”.

Ammesso il modello General Contractor anche in caso di mandato con rappresentanza, avente ad oggetto il solo pagamento dei corrispettivi ai professionisti, incaricati direttamente dal committente. In base a tale schema, il General Contractor riaddebita tali importi al committente, senza applicazione dell’IVA (art.15, co.1, n.3, del D.P.R. 633/1972). Così si è espressa, in conformità alla tesi ANCE, l’Agenzia delle Entrate che, nella Risposta n.480 del 15 luglio 2021, affronta nuovamente l’ipotesi di utilizzo della figura del General Contractor per lavori agevolati con il Superbonus, fornendo questa volta chiarimenti anche sulla corretta fatturazione dei rapporti derivanti dal “mandato con rappresentanza”, conferito al General Contractor per il solo pagamento dei professionisti incaricati direttamente dal committente.

In particolare, nel caso di specie analizzato dall’Agenzia, il condominio beneficiario del Superbonus al 110% affida al General Contractor, in via preliminare, un mandato senza rappresentanza per incaricare il tecnico abilitato ad effettuare lo studio di fattibilità degli interventi agevolati e, nella fase successiva, un mandato con rappresentanza per pagare il progettista e gli altri professionisti coinvolti negli interventi (es. soggetto abilitato ad apporre il visto di conformità ai fini della cessione del credito d’imposta o dello “sconto in fattura”). In merito agli importi riaddebitati dal General Contractor al condominio committente (sia in funzione del mandato senza rappresentanza relativo allo studio preliminare di fattibilità, sia in base al mandato con rappresentanza legato al pagamento dei professionisti), è stata chiesta la possibilità di applicare lo “sconto in fattura” a favore del committente medesimo.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate, richiamando anche i propri precedenti chiarimenti, precisa che:

  • in virtù del mandato senza rappresentanza, il General Contractor incarica il professionista in nome proprio ma per conto del committente, provvedendo al pagamento delle fatture emesse nei suoi confronti da parte del professionista stesso, per poi riaddebitare la spesa al condominio committente.
  • In questa ipotesi, all’atto del riaddebito, opera ai fini IVA l’art.3, co.3, del DPR 633/1972, in base al quale “le prestazioni di servizi rese o ricevute dai mandatari senza rappresentanza sono considerate prestazioni di servizi anche nei rapporti tra mandante e mandatario", nel senso che le prestazioni professionali acquisite dal General Contractor in qualità di mandatario senza rappresentanza conservano la medesima natura di prestazioni professionali anche nel rapporto tra General Contractor e committente, dovendo queste scontare, quindi, lo stesso trattamento IVA previsto per tali operazioni. Pertanto, tali importi, essendo riferibili a spese professionali per lo studio di fattibilità degli interventi, rientranti nel Superbonus come costi connessi ai lavori agevolati (cfr. anche la C.M. 24/E/2020), possono essere rifatturati al committente con applicazione dello “sconto in fattura”. Resta fermo che il servizio professionale reso e il soggetto che lo ha effettuato devono essere descritti nella fattura nei confronti del committente in maniera puntuale e senza “margine”;
  • nell’ipotesi di mandato con rappresentanza, il condominio committente incarica direttamente i professionisti (ricevendo da questi la relativa fattura), mentre il General Contractor viene delegato unicamente al pagamento del compenso professionale, in nome e per conto del committente stesso, per poi provvedere al ribaltamento di tali spese senza applicazione dell’IVA.
  • In questo caso, infatti, opera l’art.15, co.1, n.3, D.P.R. 633/1972, in base al quale sono escluse dalla base imponibile IVA “le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate". Seppur non ammesso espressamente dall’Agenzia delle Entrate, si ritiene che il General Contractor possa operare lo “sconto in fattura” anche nella fase di riaddebito di tali importi al condominio committente.
  • Infine, viene confermata l’esclusione dal Superbonus in relazione ai corrispettivi eventualmente pagati dal committente al General Contractor a titolo di “mero coordinamento” delle attività effettuate dai diversi soggetti coinvolti nei lavori, trattandosi di costi non "direttamente" imputabili alla realizzazione dell'intervento.

In ogni caso, l’ANCE ha già avviato un’interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate, affinché la tematica dei riflessi fiscali, connessi in particolare al Superbonus ed ai meccanismi alternativi della cessione del credito d’imposta e dello “sconto in fattura” in presenza di General Contractor, possa trovare compiuta definizione nella prossima Circolare amministrativa in via di emanazione.

1 allegato

Risposta n. 480 del 15 luglio 2021 pdf 

Conversione in legge del Decreto legge “Fondo complementare” – legge 101/2021

Confermata la proroga del Superbonus fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi condominiali. I condomini godono della proroga semestrale senza condizioni, mentre i cd. “mini-condomini” in mono proprietà possono fruirne solo se entro il 30 giugno 2022 hanno concluso almeno il 60% dell’intervento complessivo. Proroga al 30 giugno 2023 anche in favore degli IACP, con possibilità “condizionata” di arrivare sino al 31 dicembre 2023.

Queste alcune delle disposizioni fiscali d’interesse per il settore delle costruzioni contenute nella Legge 1º luglio 2021, n. 101 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 59/2021 (cd. “D.L. Fondo complementare”), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (n.160 del 06-07-2021).

In fase di conversione è stato confermato senza alcuna modifica quanto già disposto dal Decreto cd. “Fondo Complementare”[1] in merito alla proroga del cd. Superbonus.

A tal riguardo si ricorda che l’art.1, co.3, del D.L. 59/2021 prevede la proroga del Superbonus[2] al:

  • 31 dicembre 2022  per gli interventi eseguiti dai condomini;
  • 30 giugno 2022, estendibile al 31 dicembre 2022, se al 30 giugno dello stesso anno sia stato realizzato almeno il 60% dei lavori, per gli interventi eseguiti dalle persone fisiche no esercenti attività di impresa, arte o professione, su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti in esclusiva o in comproprietà (cd. “mini-condomini”);
  • 30 giugno 2023 per gli interventi eseguiti dagli IACP, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità, termine esteso al 31 dicembre 2023, a condizione che al 30 giugno 2023 sia stato eseguito almeno il 60% dei lavori.

 

Resta invariato al 30 giugno 2022 per i lavori effettuati da persone fisiche su villette a schiera ed unifamiliari, cooperative di abitazione Onlus, organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale nonché associazioni sportive.

Persone fisiche

E altri soggetti

dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

Condomini

dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2022

Condomini in

monoproprietà

dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022

(31 dicembre 2022 se il 60% dei lavori è concluso entro il 30 giugno 2022)

IACP

dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2023

(31 dicembre 2023 se il 60% dei lavori è concluso entro il 30 giugno 2023)

 


[1] Cfr. ANCE “Superbonus e condomini – OK alla proroga a dicembre 2022 – Decreto Legge 59/2021” - ID N. 44698 dell’11 maggio 2021.

[2] In particolare, vengono modificati i co.3-bis ed 8-bis dell’art.119 del D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, nella legge 77/2020.

 

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