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Eliminazione barriere architettoniche: IVA al 4% solo se rispettati requisiti tecnici

La realizzazione di interventi volti a favorire il superamento o l’eliminazione delle barriere architettoniche può beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 4%, solo se tali lavori rispondono alle peculiarità tecniche imposte dalla normativa di settore, senza possibilità di deroga.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 3 del 13 gennaio 2020.

Nel caso prospettato, la Società interpellante aveva stipulato un contratto di appalto per “manutenzione straordinaria” che prevedeva la fornitura e il montaggio di un impianto di sollevamento di persone in vano scala condominiale. Tuttavia, tale impianto non rispettava le dimensioni minime prescritte dall’articolo 8.1.13 del Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236 e, per di più, risultava raggiungibile solo dopo aver percorso una rampa di scale.

Nonostante tali interventi non rispondessero ai limiti dimensionali stabiliti dalla normativa, il condominio cliente riteneva, in ogni caso, applicabile l’aliquota agevolata al 4%, sulla base del parere di un consulente tecnico di parte.

A tal proposito, il contribuente presentava istanza di interpello per chiarire i dubbi sulla portata applicativa dell’articolo 41-ter[1], della Tabella A, Parte II, del D.P.R. n. 633/1972, e, in particolare, sulla possibilità di derogare ai requisiti minimi dimensionali, di portata e di sicurezza prescritti per  i servoscala e le piattaforme elevatrici.

Tale questione traeva origine dal dettato dell’articolo 7 del medesimo D.M., che ammette deroghe alle peculiarità tecniche in presenza di particolari condizioni, ossia:

  • qualora “le soluzioni alternative alle specificazioni o alle soluzioni tecniche (…) rispondano alle esigenze sottointese dai criteri di progettazione”;
  • nell’ambito di interventi di ristrutturazione, qualora sia dimostrata “l’impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici” dell’edificio.

In merito a tale quesito, l’Amministrazione finanziaria afferma che, ai fini dell’applicabilità dell’IVA al 4%, è necessario che l’opera sia realizzata conformemente alle caratteristiche tecniche indicate nell’articolo 8.1.13 del D.M. n. 236/1989, dovendo ritenere, di conseguenza, esclusa la possibilità di derogare ad esse.

In linea con quanto già precedentemente affermato nella risoluzione n. 70/E del 25 giugno 2012, l’Agenzia delle entrate sottolinea come il legislatore abbia voluto “oggettivizzare” la portata applicativa dell’agevolazione in esame, guardando alla natura del prodotto, piuttosto che allo status di invalidità del soggetto acquirente.

Al riguardo, l’aliquota ridotta può applicarsi in ogni fase di commercializzazione del bene (o della prestazione di servizi), anche nell’ipotesi in cui il cessionario (o il committente) sia un condominio, un ente, una scuola o simili. Ciò, purché risponda alla vigente normativa tecnica.

Pertanto, nel caso di speciepoiché l’appalto della manutenzione straordinaria, con fornitura e montaggio dell’impianto di sollevamento per persone, era realizzato in deroga alle dimensioni minime previste dal citato D.M., si applica l’aliquota ordinaria del 10%, e non l’aliquota ridotta del 4%.

Ai fini dell’applicabilità dell’aliquota IVA del 4%, infatti, non è risultata condivisibile, a parere dell’Agenzia delle Entrate, l’interpretazione secondo cui la possibilità di deroga trovi fondamento nell’articolo 7 del D.M. n. 236/1989.

La tesi estensiva dell’agevolazione avrebbe avuto effetti di non poco conto: adottando tale interpretazione, i requisiti tecnici minimi sarebbero stati rispettati solo nelle ipotesi in cui l’intervento diretto all’abbattimento delle barriere architettoniche fosse stato eseguito su nuove costruzioni. Gran parte degli edifici preesistenti avrebbe, infatti, beneficiato dell’agevolazione, giustificando una progettazione in deroga alla suddetta normativa alla luce di una “impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici” degli edifici stessi.

Per completezza, si ricorda che, per gli interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche o dirette a favorire la mobilità a persone con disabilità gravi (articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992) è possibile fruire di una detrazione IRPEF pari al:

  • 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta entro il 31 dicembre 2020[2];
  • 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2021[3].

[1] Secondo cui, sono assoggettate all'aliquota del 4% le “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”

[2] Come noto, l’articolo 1, comma 175, della Legge di Bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160) prevede la proroga sino al 31 dicembre 2020 dei bonus fiscali in scadenza a fine anno.

Per un approfondimento in materia, cfr. ANCE, “Legge di Bilancio 2020 – Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - Misure fiscali di interesse” – ID N. 38132 dell’8 gennaio 2020.

[3] Ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del T.U.I.R. (D.P.R. n. 917/1986).

1 allegato

Risposta n. 3 del 13 gennaio 2020

Decreto fiscale 124/2019 pubblicazione in Gazzetta

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 24 dicembre 2019 il decreto-legge n.124/2019 coordinato con la legge di conversione n. 157/2019 recante: «Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili».

Il testo, si ricorda, è vigente al 25 dicembre 2019 e contiene le seguenti misure fiscali di interesse per il settore:

  • Contrasto alle indebite compensazioni
  • Ritenute e compensazioni negli appalti
  • Precompilata IVA
  • Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
  • Modifiche all’art. 96 del TUIR
  • Compensazione debiti/crediti verso la PA e “rottamazione ter”
  • Modifiche alla disciplina penale e della responsabilità amministrativa degli enti

In allegato un Dossier riepilogativo delle misure indicate alla luce delle novità contenute nelle recenti Risoluzioni n.108 del 23 dicembre 2019 e n.109 del 24 dicembre 2019.

Per quanto riguarda, inoltre, le modifiche introdotte dal decreto fiscale alla disciplina relativa ai reati tributari, si allega la Guida riepilogativa delle modifiche apportate dal decreto fiscale, messa a punto dall’ANCE.

ANCE - Riproduzione e utilizzazione riservata ai sensi dell’art. 65 della Legge n. 633/1941

D.L. 162/2019 – cd. “Milleproroghe 2020” – Misure fiscali d’interesse per il settore edile

Prorogati sia il “bonus verde”, per tutto il 2020, per la sistemazione di giardini ed aree verdi, sia il termine per l’adozione del D.M. istitutivo dell’albo dei curatori e gestori delle procedure di cui al codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019), che dal 1° marzo slitta al 30 giugno 2020.

Queste le misure d’interesse per il settore contenute nel D.L. 30 dicembre 2019 n.162 (cd. Decreto “Milleproroghe 2020”), in vigore dal 31dicembre 2019 ed attualmente all’esame del Parlamento per la relativa conversione in legge (atto Camera n.2325).

Proroga del “bonus verde

L’art.10, co.1, del D.L. 162/2019 proroga, anche per l’anno 2020, il cd. “bonus verde”, ossia la detrazione IRPEF del 36%, nel limite massimo di spesa pari a 5.000 euro per unità immobiliare, per le spese sostenute per interventi di:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
  • realizzazione di giardini pensili e coperture a verde purché si collochino nell’ambito di un intervento straordinario di sistemazione a verde dell’unità immobiliare residenziale.

La detrazione (per un importo massimo di 1.800 euro), condizionata all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, è ripartita in 10 quote annuali di parti importo dall’anno in cui le spese sono state sostenute e nei successivi.

La detrazione spetta anche per interventi su parti comuni esterne di edifici, fermo restando il limite dell’importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare e spetta al singolo condomino nel limite della propria quota.

Si ricorda che l’agevolazione, introdotta a partire dal periodo d’imposta 2018, è stata prorogata anche per il 2019 (art.1, co.68, della legge 145/2018)[1].

Adozione dell’albo per le procedure del codice della crisi d’impresa - Proroga del termine

L’art.8 del Decreto “Milleproroghe 2020” fa slittare dal 1° marzo al 30 giugno 2020 il termine per l’adozione del Decreto del Ministro della Giustizia relativo all’istituzione ed al funzionamento dell’albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, di cui al D.Lgs. 14/2019[2].

L’albo indicherà, tra l’altro, i requisiti professionali non solo dei curatori, commissari o liquidatori giudiziari, ma anche dei componenti dei cd. “organismi di composizione della crisi - OCRI”, che verranno istituiti presso le camere di commercio nell’ambito delle procedure d’allerta disciplinate dal medesimo codice della crisi d’impresa[3].

Infatti, anche alla luce delle segnalazioni effettuate presso il Ministero della Giustizia dalle associazioni di categoria, tra cui l’ANCE, per i componenti dell’OCRI di matrice aziendalistica si rende necessaria l’individuazione di requisiti professionali meno rigidi rispetto a quelli stabiliti nel D.M. 202/2014, richiamato ad oggi dal codice della crisi d’impresa (ad es. aver espletato attività nella curatela fallimentare).

Come evidenziato nella Relazione illustrativa al Provvedimento, lo slittamento al 30 giugno 2020 per l’istituzione dell’albo tiene conto, quindi, anche di tali richieste e consentirà, altresì, il coordinamento con le disposizioni di modifica che verranno introdotte, a breve, anche in relazione ai membri degli OCRI, mediante un D.Lgs. correttivo al codice della crisi d’impresa, attualmente in fase di elaborazione.

 

[1] Cfr. l’art.1, co.12-15, della legge 205/2017 ed ANCE “Legge di Bilancio 2019 – Focus fiscale” - ID n.34748 del 10 gennaio 2019.

[2] Cfr. anche gli artt.352, e 356-358 del D.Lgs. 14/2019.

[3] Come noto, si tratta di una serie di segnalazioni qualificate (definite “di allerta”) circa possibili rischi di insolvenza dell’impresa, che devono essere effettuate dagli organi di controllo delle società, ovvero dai creditori pubblici qualificati (Agenzia entrate, INPS e agente della riscossione), al fine di trovare tempestivamente soluzioni concordate con i creditori, in una fase antecedente all’intervento del Tribunale (cfr. artt.12 e segg. del D.Lgs. 14/2019).

1 allegato

D.L. 30 dicembre 2019 n.162

Legge di Bilancio 2020 – Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - Misure fiscali di interesse

Pubblicata sul S.O. n.45 alla Gazzetta Ufficiale n.304 del 30 dicembre 2019 la legge 27 dicembre 2019, n.160 - legge di Bilancio 2020, in vigore dal 1° gennaio scorso che, insieme al D.L. 124/2019, convertito, con modificazioni, nella legge 19 dicembre 2019, n.157 (cd. DL Fiscale), compone la Manovra economico finanziaria per il 2020.

In un dossier riepilogativo l’ANCE esamina le misure fiscali d’interesse per il settore delle costruzioni[1], quali:

  • eliminazione, per il 2020, della clausola di salvaguardia IVA;
  • unificazione della disciplina IMU-TASI;
  • “cedolare secca” per i contratti a canone concordato;
  • eliminazione dello sconto in fattura;
  • credito d’imposta per il monitoraggio strutturale dei fabbricati;
  • proroga dei Bonus edilizia ed Ecobonus;
  • eliminazione della cessione del credito per i “lavori energetici” del Bonus Edilizia;
  • introduzione del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali – “Impresa 4.0”;
  • introduzione del “bonus facciate”;
  • reintroduzione dell’ACE;
  • proroga del Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno;
  • revisione delle tax expenditures;
  • tracciabilità delle detrazioni d’imposta;
  • reintroduzione dell’estromissione dei beni d’impresa;
  • riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni dei privati;
  • aumento dell’imposta sostitutiva su plusvalenze patrimoniali;
  • reintroduzione della rivalutazione dei beni d’impresa.

[1]Cfr. ANCE “Legge di Bilancio 2020 – Le misure fiscali di interesse per l’edilizia”- 20 dicembre 2019.

 

2 allegati

dossier riepilogativo
legge 27 dicembre 2019, n.160

ANCE - Riproduzione e utilizzazione riservata ai sensi dell’art. 65 della Legge n. 633/1941

 

Legge di Bilancio 2020 – Le misure fiscali di interesse per l’edilizia

L'Ance fa il punto sulle disposizioni contenute nel DDL Bilancio per il 2020, in attesa della pubblicazione in G.U. e dell'entrata in vigore il prossimo 1° gennaio.

 

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Legge Bilancio 2020 – misure di interesse edilizia

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